Da Giugno 2021 in Italia è stata introdotto il Green pass – il lascia passare che identificata i soggetti vaccinati – in sostanza l’alibi della politica dietro al quale si nasconde l’obbligo al vaccino. Inizialmente è stato proposto come strumento di sicurezza del lavoratore sul posto di lavoro, per accedere nei ristoranti, ecc…Dal 1 Febbraio 2022 senza, non si può entrare neanche dal tabaccaio. Il Decreto emanato dalla politica nazionale arriva quando lo stato di pandemia è ormai epidemico, ma soprattutto quando dopo le tante regole dettate dal Ministro Speranza, Sileni, consigliate dai virologi Bossetti, Galli: l’uso della mascherina, gel disinfettante, misurazione della temperatura, distanziamento. A questo si deve aggiungere il lockdown, che ha compromesso duramente l’economia dell’Italia, lo stato mentale di milioni di cittadini, ma nel contempo, come sempre succede, ha rifocillato le tasche di settori come il sanitario, farmaceutico. E’ capitato anche che dalla parrucchiera, durante la prima fase delle riaperture 2020, trovare in aggiunta al conto da pagare per il servizio, 5 euro in più, ovvero il prezzo per l’acquisto (non chiesto) della mantellina e l’asciugamano tipo carta. Un kit che la cliente porta a casa e riporta al negozio ogni volta che deve fare la piega. Motivi d’igiene, sicurezza, ligi ai protocolli ordinati dal governo…oggi tramontati. Stesso discorso per l’estetista: 3 euro in più per portarti a casa il kit manicure o pedicure. Si potrebbe scrivere di tanto altro. Dal 1 febbraio le persone senza vaccino possono entrare solo nelle attività commerciali di prima necessità, farmacie, alimentari, caserme, tribunali. Per il resto è
tutto off – limits, comprese le visite ai nostri cari, che si trovano nelle strutture residenziali, socio-assistenziali, sociosanitarie e hospice. Prima consentite anche con solo tampone rapido. Una cattiveria. Una cosa infatti colpisce di questo decreto: la superficialità, la mancanza di umiltà, quel dettare limiti e proibizioni senza aiutare il popolo. C’è da dire invece che il Green pass potrebbe essere piegato ad una seconda finalità: l’emersione del nero in ambito lavorativo, nelle aziende, come in quelle commerciali. Quando le forze dell’ordine ispezionano i locali per controllare la clientela e verificare se sia o meno in possesso dell’attestato di avvenuta vaccinazione, gli stessi dovrebbero continuare, spostando l’attenzione sui dipendenti, dunque vagliare anche la presenza o meno di lavoratori in nero. In questo modo si otterrebbe un duplice obiettivo: la verifica del Green pass e l’eventuale emersione del nero, e perchè no anche di quella fiscale. Invece no, succede, che quando entriamo in un negozio, ci viene chiesto di esibire ” il permesso”, magari dalla commessa/o che percepisce 500euro mensili, senza contributi, e poi mentre effettui le compre entra il vigile urbano si avvicina, ti chiede il green pass, i documenti, saluta e se va, perchè per lo Stato questo è il suo compito, il resto è un’altra storia…Una storia triste tutta italiana.




















