giovedì, 18 Agosto 2022

Covid – ll business dei tamponi. Come in ogni guerra c’è chi si arricchisce e chi si impoverisce

L’ 11 Marzo 2020 l’OMS – Organizzazione mondiale della sanità- dichiara il coronavirus pandemia. Su questo fronte, ormai da due anni, la politica verte la questione giornaliera sul Covid 19. I massimi esponenti dei salotti capitolini manovrano il popolo a colpi di decreti, regole, divieti e sanzioni senza mai pronunciare la parola fine o attuare un progetto concreto che aiuti le famiglie, le attività commerciali, il lavoro. L’economia è in uno stato agonizzante. E come in ogni guerra c’è chi si arricchisce e chi

fallisce. Affari d’oro per i laboratori di analisi per i tamponi che si pagano mediamente 15 euro. Quello molecolare può schizzare fino a 140 euro a test. Il business dei tamponi vale in Italia oltre 10 milioni di euro al giorno solo nelle farmacie, 315 milioni di euro al mese che escono dalle tasche dei cittadini che vogliono sottoporsi ai test sul Covid. Lo ha denunciato Consumerismo No Profit. Il costo di un tampone a carico dei farmacisti varia dai 3 ai 4 euro, mentre il costo al pubblico è di 15 euro: un ricarico del +328% che arricchisce farmacie, grossisti e intermediari. Le mascherine Ffp2, durante la prima fase epidemica erano praticamente introvabili oppure con i prezzi letteralmente impazziti. Oggi vengono vendute ovunque anche sui siti di e-commerce a prezzi concorrenziali. Il motivo è semplice: non c’è stato alcun prezzo “calmierato” per legge. Eppure l’eco mediatico hanno fatto

credere il contrario. La situazione potrebbe nettamente cambiare se il Governo e il Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 – Generale Francesco Paolo Figliuolo permettessero alle oltre 5mila parafarmacie presenti sul territorio di eseguire i tamponi anti-Covid. Una scelta che consentirebbe di effettuare più test al giorno, riducendo i disagi per gli utenti che devono attendere ore davanti alle farmacie. E poi ci sono loro i prigionieri del virus, vittime del nemico invisibile e dell’incapacità di gestirlo. Persone che stanno purtroppo vivendo il contagio sulla propria pelle, e la quarantena forzata in casa. Caduti in un baratro, nelle disfunzioni di un sistema che barcolla sempre di più. Le Usca- unità speciali di continuità assistenziale – che dovrebbero occuparsi dell’assistenza domiciliare, sono andate in tilt. Sono oberati. Ai drive- per chi deve fare il test molecolare, deve mettere in conto almeno due ore di attesa. C’è gente che sta chiusa in casa e non è stata mai chiamata da nessuno. Poi c’è chi le regole le viola, esasperato dall’indifferenza, esce e va a farsi un tampone molecolare a pagamento perchè aspettare la convocazione in molte regioni è diventato un sogno quasi irrealizzabile.

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