L’indifferenza non è un’opinione ragionevole, ma una malattia morale. Così scriveva Bernardino Variasco, filosofo italiano nel 1900. Un richiamo alla memoria, quando camminando per le strade cittadine, assistiamo a episodi di menefreghismo, insensibilità verso persone in evidente stato di difficoltà. E’ successo ieri pomeriggio a Castellammare di Stabia. Un uomo si è accasciato a terra, in via Denza. Secondo una testimone, in giro c’era molta gente ma nessuno si fermava a costare le sue condizioni. Seguitavano a camminare tranquillamente, intente nelle loro faccende, ma chissà forse trattandosi di un pakistano, avranno pensato al solito ubriaco, e che non fosse il caso di impiccarsi. A chiamare il 118 è stata una ragazza, che ha fatto anche da supporto morale agli amici dell’uomo, sopraggiunti in secondo momento. Gli astanti si sono avvicinati, ma solo quando

hanno visto Amir, messo sulla barella, caricato a bordo di un’ambulanza per essere portato in ospedale, perchè Amir non era ubriaco, ma in preda a un infarto. Nel periodo politico e culturale che stiamo vivendo, l’immaginario collettivo viene soffocato da molteplici sentimenti di paura, disprezzo verso l’essere umano: è un immaginario poco libero, colonizzato, etero-costruito, arroccato nei confronti del diverso e dell’altro. Ondeggiano sui profili social post che riportano: la caccia al nero in villa, la raccolta alimentare solo per gli stabiesi,  ( già perchè mangiare è un diritto per pochi), la critica a chi indossa il Rolex ( mentre chi calza le Hogan appartiene a un ceto socio politico povero forse?),  la cerimonia per ricordare i soldati morti sul Piave nel 1918,( dimendicando di essere eredi politici delle leggi razziali volute da Mussolini). Post che apostrofano “mappine” i cittadini che parcheggiano in doppia fila, non raccolgono le deiezioni canine (come se tutta la merda che c’è in strada fosse stata cacata da animali portati a spasso dai padroni), getta le cicche di sigarette ovunque capiti, ecc…Come se chi si erge a paladino di Castellammare di Stabia fosse immune da peccati, errori. Probabilmente educheranno i figli in maniera ineccepibile, cosa che è terribilmente impensabile. La perfezione non esiste, non appartiene all’uomo. Esistono invece atteggiamenti civili, morali, sentimenti laici, associati alle necessità della vita. La comunità stabiese, la politica locale è precipitata in una parodia mediatica, esibizionistica, che lascia ben poco spazio ai sentimenti comuni. Admir è diventato per i passanti una vetrina del dolore, da guardare, etichettare. Una delle poche volte in cui la gente, non si arma della macchina da presa, diventa il Fellini della situazione, documenta il dramma e lo trasmette sul web, per usare un eufemismo. Un’ indifferenza senza colori politici forse, ma le scelte richiedono una visione delle cose che si ritiene essere giusta, in questo caso aiutare una persona in evidente stato di difficoltà significava solo avvicinarlo e fare una telefonata al 118. Dare la dimostrazione concreta che il significato della parola umanità ha ancora un valore.