C.mare di Stabia, canti di Natale si, canti no…ma la volontà dei bambini qual’è? Il pensiero a 360° di una realtà celata dal buonismo

Ogni anno in Italia le scuole nei giorni che precedono il Santo Natale diventato il centro di polemiche; il motivo dei dibattiti sono i canti natalizi, le recite che coinvolgono in particolare gli alunni degli asili e delle scuole primarie. La cronaca riporta quotidianamente notizie di istituti dove per non urtare la sensibilità musulmana o di qualsiasi altro soggetto che professa un’altra religione diversa dal cattolicesimo aboliscono i canti e l’icona del Natale per antonomasia: il presepe. Un diniego non accettato da molti genitori che si oppongono alle decisioni dei dirigenti d’istituto e delle maestre. Le motivazioni di queste scelte vanno ricercate nel concetto di laicità che si vuole dare o comunque introdurre nelle scuole dove l’inserimento, la frequenza di alunni di altre religioni aumenta di anno, in anno. Il rispetto per l’altro dunque ma visto dalle famiglie come una privazione delle tradizioni secolari legate al Natale. Anche a Castellammare di Stabia il 1° Circolo Didattico Basilio Cecchi è finito nella bufera del canto si, canto no ma sembrerebbe che la questione si sia risolta con una smentita da parte della stessa dirigente. Ma ci siamo mai chiesti qual’è la volontà dei bambini? sono contenti di

imparare, cantare, recitare e poi sentirsi le prediche dopo l’esibizione? e le frasi di circostanza… Il mio ha imparato tutto, il figlio dì neanche ha mosso le labbra; l’altro neanche è salito sul palco; quello piangeva; e poi gli abiti… si scatena la guerra al capo firmato più importante. Non parliamo dei litigi scaturiti dalle foto, le riprese: tutti di corsa a sedersi al primo posto, scie di profumo che si mescolano a quelle del cattivo di odore perchè se apriamo le finestre entra il freddo e lui no.. non può entrare si ammalano gli alunni. Insomma questa è la situazione che vi piaccia o no che si presenta ogni anno. Manca il senso civico, il rispetto dell’altro, la laicità che nasce con l’uomo. In un paese come l’Italia l’accoglienza allo straniero dovrebbe essere a 360 gradi, lì dove gli istituti sono frequentati da un alto numero di musulmani ad esempio il sistema scolastico dovrebbe cambiare. La religione cattolica viene insegnata nelle aule ma automaticamente esclude soggetti. Bisognerebbe “attrezzarsi” anche con scambi culturali di questa natura: ortodossi, islamici, cattolici. Progetti messi in pratica con l’ausilio di mediatori culturali che mettono al centro le origini del loro credo, l’importanza di un dialogo interreligioso, facendo sì che i bambini siano coinvolti in un contesto dove non prevale la singola situazione ma la conoscenza dell’altro messa poi a disposizione di tutti.

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