Un’estate rovente, non solo per le temperature, quella che si sta vivendo al Pronto Soccorso dell’ospedale “Martiri del Villa Malta” di Sarno.L’emergenza posti letto è ormai una costante cronica: pazienti costretti a restare per giorni interi in barella, personale medico insufficiente, attrezzature mancanti e reparti sprovvisti di aria condizionata.Un caldo insopportabile, quello di questi giorni, reso ancora più difficile da sopportare per chi è costretto a trascorrerli in ospedale.A pagare il prezzo più alto sarebbero stati, in particolare, i pazienti ricoverati nel reparto di Ortopedia, dove alcuni familiari, esasperati dalla situazione, hanno dovuto acquistare ventilatori di tasca propria e portarli nelle stanze di degenza.
Tra i casi più gravi e simbolici, quello di un’infermiera in pensione, affetta da problemi respiratori, rimasta per dieci giorni in barella, senza possibilità di ricovero.Una vicenda che ha suscitato sdegno, ma che purtroppo non rappresenta un’eccezione.La mancanza cronica di posti letto comporta un sovraffollamento continuo del Pronto Soccorso, dove i pazienti possono restare anche una settimana in barella, spesso accanto a casi sospetti di tubercolosi.Il tutto in ambienti non adeguatamente isolati, con evidenti rischi di contagio.

Nel frattempo, la carenza di macchinari diagnostici fondamentali – come la risonanza magnetica, tuttora assente nel presidio sarnese – obbliga i degenti a essere trasferiti verso altri ospedali, come l’Umberto I di Nocera Inferiore, per eseguire gli esami.Un’attesa che rallenta diagnosi, cure e dimissioni, contribuendo ulteriormente all’intasamento dei reparti.Come se non bastasse, i tempi per gli interventi programmati risultano inaccettabili: per l’asportazione di un semplice polipo, la prenotazione è stata fissata a maggio 2026.
Un’attesa di quasi un anno che, in molti casi, potrebbe compromettere la salute dei pazienti.Le intenzioni di rilanciare il presidio ci sarebbero anche, ma al momento restano soltanto sulla carta.Intanto, chi guida la città, come il sindaco, sembra ricevere consigli discutibili.
Ha recentemente donato un defibrillatore al reparto di Pediatria, ma la scelta di collocarlo accanto alla Cardiologia – reparto già attrezzato per le emergenze – appare poco funzionale.Uno strumento salvavita, sarebbe stato più utile in contesti extraospedalieri come scuole, mercati o piazze, dove può davvero fare la differenza in caso di arresto cardiaco.I cittadini di Sarno e dell’Agro nocerino continuano a confrontarsi ogni giorno con un ospedale che, invece di essere un punto di riferimento per la salute pubblica, sembra sempre più rappresentare il simbolo delle promesse mancate e delle croniche inefficienze della sanità locale.

