Davanti una lettiga, sotto un telo celeste, giace un corpo privo di vita. Intorno a lui, in un silenzio composto, quasi a proteggerlo, il personale sanitario del San Leonardo di Castellammare di Stabia si inchina. Un gesto di profondo ringraziamento e affetto verso chi non c’è più ma al quale tanto è dovuto. Ignaro che la sua morte in quel momento rappresenta la continuità della vita per altre persone, A.R. 60 anni, residente ad Agerola, aspetta di entrare in sala operatoria. Ricoverato il 14 dicembre scorso per un’emorragia cerebrale inoperabile, dopo il rilievo clinico e strumentale di morte encefalica, per sua volontà espressa in vita, i familiari hanno acconsentito all’espiantato degli organi. Il prelievo – durato circa 6 ore – ha impegnato gli operatori del Reparto di Anestesia e Rianimazione – diretti dal Dott. Mauro Muto, coordinati dal Centro regionale Trapianti attraverso il dottor Salvatore Ambrosio. Fegato, reni e cornee sono stati destinati rispettivamente, al gruppo del Cardarelli di Napoli, agli specialisti del Ruggi D’Aragona di Salerno mentre le cornee sono state inviate alla banca del vecchio Pellegrini di Napoli.
La Direzione strategica ringrazia tutti gli operatori che hanno reso possibile un intervento così complesso ed esprime cordoglio ai familiari dell’uomo che, in un momento di grande dolore, hanno assunto una decisione di grande umanità e generosità.

