Ieri sera, domenica 3 Novembre, durante il programma Le Iene è stato mandando in onda un servizio che parla di abusi sessuali compiuti da un prete su una bambina. Nina Palmieri ha raccolto le testimonianze della mamma e della sorella della vittima, che nel 2017 ha  appena 11 anni. A processo, accusato di violenza sessuale, è finito Don Michele Mottola, guida Spirituale della Parrocchia di San Giorgio Martire di Trentola Ducenta.  Accolto nella comunità dai fedeli nel 2017, gli abusi sessuali – secondo l’accusa – sarebbero avvenuti in una stanza ubicata nel luogo sacro. La bambina ha più volte lanciato un grido d’allarme su coso le stesse accadendo. In particolar modo si sarebbe confidata con una coppia di sacrestani. Confidenze purtroppo sottovalutate. L’abusata con coraggio decide d’ incastrare l’orco. All’ennesimo, forzato invito da parte dell’uomo, nasconde in tasca il cellulare e registra le sequenze verbali, il dialogo che intercorre tra lei e il mostro durante gli abusi. Lo fa fino a quando i sacrestani davanti all’evidenza decidono finalmente di aiutarla. La famiglia della piccola viene a conoscenza dell’orrore: scatta la denuncia. I fatti vengono esposti anche al Vescovo della diocesi di Aversa Angelo Spinillo. A maggio 2019, il prelato è stato interdetto dalle funzioni religiose. Raggiunto dall’inviata dello storico programma in onda su Italia Uno, quello che inorridisce è la tranquillità del carnefice: catodico, distaccato, respinge ogni accusa. Malgrado tutta la crudeltà, la tessitura dei racconti, la disperazione, le richieste d’aiuto, scritte su lettere cartacee e registrate dalla vittima durante gli atti sessuali tra le mure sacre sono evidenti: lui nega. Il pedofilo si difende, l’abusata mente. Un’abusata 11 enne, mentalmente distrutta ha avuto il coraggio di reagire da sola, difendersi, smascherare il prete vestito da diavolo. Un’eroina di se stessa. Le indagini giudiziarie vanno avanti e si sarebbero concentrate anche su Caivano. Don Mottola infatti  ha prestato servizio sacerdotale nella Chiesa di Santa Barbara per diciassette anni. Il silenzio degli innocenti potrebbe forse essere ascoltato.