A Castellammare di Stabia la villa comunale sembrerebbe essere ostaggio di una baby gang. Le cronache di questi giorni, ci parlano di bande di adolescenti, che picchiano coetanei apparentemente senza un senso, un preciso scopo. Ultima aggressione venerdì sera. Vittime della violenza del branco due fratelli del Rione Petraro. Avevano festeggiato il compleanno in un locale sul lungomare poi mentre erano intenti a fumare una sigaretta in strada sarebbero stati accerchiati da una decina di ragazzi e colpiti con calci, pugni e come una sequenza già vista avrebbero brandito un casco come arma. Gli aggrediti hanno dovuto fare ricorso alle cure mediche in ospedale a cause delle ferite riportate. Analizzando i fatti di cronaca incontestabili che sempre più spesso si verificano in città ne emerge un quadro pedagogico frantumato. Adolescenti che infieriscono con inaudita violenza, vittime loro stessi di vuoti educativi. Cresciuti spesso in contesti familiari dove regna l’incapacità di accompagnare il cammino dei figli, guidarli nelle fasi che seguano le stagioni della vita. Bisogna insegnare loro il rispetto, dare un sostegno educativo, la formazione alla autentica libertà. I genitori spesso tendono a minimizzare, giustificare le azioni anche le più banali mettendo in atto una difesa inadeguata, inconsciamente fallimentare, priva di coerenza e costanza.




















