A Dignitas in Svizzera si può effettuare il suicidio assistito, o più precisamente il suicidio accompagnato. Mettere fine alle proprie sofferenze in modo cosciente e preparato, ma soprattutto attraverso un’azione autonoma. L’azione si traduce, di fatto, nella auto-somministrazione di un farmaco letale. C’è solo un tipo che viene usato, il Pentobarbitale sodico. Viene generalmente bevuto. Ma ci sono rare eccezioni dovute all’impossibilità di deglutire, per esempio a causa di un cancro alla gola. In questi casi ci sono altri due metodi. Per via endovenosa o con
la sonda gastrica. Il Pentobarbital diventa mortale quando la dose supera i 3 grammi. “Per garantire il decesso si diluisce una dose 4 volte più alta di quella letale. Prima di porgerla al paziente, che la dovrà bere portandosela da solo alla bocca (per questo si chiama suicidio assistito, tollerato grazie all’articolo 114 del codice di procedura penale svizzero, ndr) diamo un antivomito, dato che il Pentobarbital è molto amaro”. Dopo due o tre minuti dall’assunzione il paziente si addormenta profondamente e dopo circa mezz’ora il suo cuore smette di battere.



















