Castellammare. «Fabio è una brava persona: non meritava tutto questo». Fabio Quagliarella, bomber 34enne di Castellammare di Stabia, è per la sua città semplicemente Fabio. Soltanto un campione con la faccia pulita cresciuto nel quartiere dell’Annunziatella, periferia nord della città.
Oggi che l’ex attaccante del Napoli ha rivelato la fine di un incubo, «la sua gente» – i suoi concittadini – lo difendono dalle accuse infamanti che lo accompagnarono quando dovette lasciare Napoli. «Non meritava quello che gli è accaduto, tutti abbiamo giudicato in maniera affrettata. Ha sempre baciato una sola maglia», ripetono quasi in coro.

Le lacrime che hanno solcato il viso di Quagliarella durante le interviste televisive, hanno commosso tutti. Il 17 febbraio scorso, con la condanna in primo grado a quattro anni e otto mesi di reclusione dello stalker che aveva condizionato la vita personale e professionale di Fabio Quagliarella, è cominciata una nuova fase della carriera del bomber di Castellammare. Lo stalker, un poliziotto della Postale di Napoli Raffaele Piccolo, fu la causa della sua improvvisa partenza da Napoli con la cessione alla Juventus. Un marchio di traditore che Quagliarella solo oggi dopo anni riesce a scrollarsi di dosso. Una vicenda che, di fatto, ha condizionato anche la sua carriera. «Mi vedevo con la fascia di capitano del Napoli», ha confessato l’attaccante, oggi in forza alla Sampdoria. Ma a Castellammare c’è un sogno che tutti coltivano: «Vorremmo che finesse la sua carriera con la maglia della Juve Stabia». Fonte https://www.google.it/amp/www.ilmattino.it/AMP/dopo_le_lacrime_di_quagliarella_castellammare_lo_abbraccia_video-2294744.html



















