In un’intervista apparasa oggi sul quotidiano salernitano La Città l’ex tecnico della Juve Stabia, Piero Braglia fa le carte al super match del Menti di oggi pomeriggio. Ecco il testo:
“Questo campionato lo può riaprire solo la Salernitana»” L’allenatore Piero Braglia, toscano schietto e sanguigno, vede “i granata con un piede e mezzo in B”, svela le insidie del “Menti” che ha frequentato da trainer della Juve Stabia e fa i complimenti all’amico Menichini col quale ha giocato in carriera nelle giovanili della Fiorentina e a Catanzaro. A Castellammare due risultati su tre per i granata? “Menichini non ha in mano una squadra per gestire, per contenere. Se alleni gente come Calil, Gabionetta, Negro e Moro, devi spingere, devi fare l’andatura e devi liberare i giri del motore altrimenti ti si ingolfa. Vietato gestire, vietato accontentarsi. La Salernitana scenderà in campo per imporre il gioco e provare a vincere il derby, anche se non sarà facile”. Conosce il “Menti” e il contesto stabiese. Quale sarà l’insidia maggiore? “Lo stadio è piccolo e bastano tremila persone per surriscaldare l’ambiente. Vincere a Castellammare di Stabia non è semplice, infatti la Juve Stabia ha un buon rendimento casalingo e tra le mura amiche ha perso una volta sola. Però queste sono le partite che caricano tutti i calciatori e che nessuno vuole steccare. La Salernitana ha gente d’esperienza, caratteriale e in un ambiente infuocato potrebbe esaltarsi”. I segreti della capolista? “Ha equilibrio e sa stringere i denti: non vinci sei partite consecutive in trasferta prendendo appena sei gol fuori casa, se non hai un equilibrio, se non c’è il carattere. I numeri non sbagliano mai e qui – nei numeri da urlo fatti registrare fuori casa – si vede la mano del mio amico Leonardo. Menichini ha dato una collocazione tattica precisa ai calciatori ma ha saputo anche dislocarli: Negro da esterno a seconda punta, Calil non solo capace di svariare ma talvolta pure centravanti. Ha saputo cambiare modulo in base all’avversario e allo stato di salute dei suoi, non ha guardato in faccia a nessuno, niente figli e figliastri”. Tecnico da promuovere? “Scherzate? Da riconfermare certamente in serie B, perché l’ha meritata. E poi, scusate, non è mica di primo pelo: la serie B l’ha già fatta a Crotone e mi pare anche con ottimi risultati. Non lo dico per affetto e perché abbiamo iniziato insieme nelle giovanili della Fiorentina, anzi è da un po’ che non ci si sente. Immagino che un allenatore arrivato alla soglia degli 80 punti in C possa avere il “diritto” di ripartire dalla Salernitana. Quando vinci e non resti, deve essere successo qualcosa d’irreparabile: devi essere stato abile a camuffare prima o s’è rotto qualcosa dopo, quando inizia la nuova programmazione. Ora, però, è tempo di buttare il pallone in porta: finchè non c’è l’aritmetica…”. Quanto manca? “Il campionato lo può buttare via solo la Salernitana. Credo che possa far bene anche contro la Juve Stabia e non so se il Benevento, impegnato in casa del Matera, avrà vita facile. L’avevo detto ad inizio campionato: la stagione si decide alle ultime curve e sarà davanti la squadra che avrà vinto più scontri diretti gestendo meglio anche le energie durante la settimana. La Salernitana ha vinto a Catanzaro, non ha perso a Benevento e c’ha vinto contro al ritorno, ha battuto la Juve Stabia all’andata e si è imposta a Matera. Poi il pubblico ha fatto la sua parte, perché la città e lo stadio hanno trascinato. A Salerno da avversario c’ho perso un bel po’ di volte. E’ una piazza che fa 10mila spettatori nella normalità: tornerà dove merita di stare”.

(fonte la città di salerno)




















