Nicola Cuomo ha messo in campo il solito teatrino della politica, una mossa di politica vecchia e stantia.Ha rassegnato le dimissioni, omettendo però, irrevocabili e immediate.
In pratica si prende e da tempo al consiglio comunale per comporre una nuova maggioranza. Non mancheranno, vedrete, i “responsabili” nostrani che sacrificheranno i propri alti ideali pur di aiutare la città in questo momento di crisi.
Gli agnelli sacrificali della farsa non potevano che essere i termali!
Tutto era già pronto: gli ordini del giorno della ormai minoranza del Sindaco, quelli dell’opposizione e quelli dei dissidenti.
Tutti rigorosamente e stranamente simili: aiuto incondizionato agli ex dipendenti, tutela del patrimonio sint e rilancio del termalismo. Insomma una base dalla quale ripartire, questa volta tutti insieme appassionatamente.

Del resto è quello che accade in tutto il paese: dal Governo bipartisan, a Comuni dove alcuni candidati Sindaco sono appoggiati contemporaneamente da liste di destra e di sinistra.
Questo è senz’altro il prodotto della pochezza di questa classe politica, che si unisce per difendere se stessa e i propri interessi; ma è anche e sopratutto il prodotto del risveglio dei cittadini, che sempre più informati e attivi stanno mettendo all’angolo personaggi e modalità ormai tramontati. Prova ne sono i disordini avvenuti in aula consiliare intorno alla mezzanotte, quando spinti dall’esasperazione si è arrivati ad una protesta che ha visto l’intervento delle forze dell’ordine in tenuta antisommossa.
Il consulente, avvocato Umberto Ostieri (che ha contribuito a scrivere il concordato bocciato dal giudice Del Sorbo), vistosi accusare di incapacità professionale per la bocciatura, ha denunciato la volontà precisa da parte dell’amministrazione di far fallire il concordato, avendo cambiato completamente il testo presentato al giudice. Dichiara, senza freni, tutti i tentativi di questa amministrazione di proteggere i propri capitali privati ma ancor più grave è l’accusa fatta all’amministrazione Cuomo per aver voluto scientemente ritardare la risposta da dare entro i 20 giorni prestabiliti dal giudice per fermare l’azione di equitalia, che successivamente avrebbe (ha?) provocato l’automatica bocciatura da parte del giudice. Insomma smaschera completamente l’operato della sua stessa maggioranza che lo ha investito, denunciando tutte le manfrine per mandare tutto all’aria.
I lavoratori delle terme vanno tutelati con un nuovo soggetto giuridico, con un piano industriale serio e credibile e con fondi pubblici per le aree in crisi. Tutto ciò si rispecchia limpidamente nella cooperativa “stabiae thermae” che ha partecipato al bando indetto dal Ministero dello Sviluppo Economico e di cui si sapranno a breve i risultati.
FONTE: https://www.movimento5stellestabia.it/dimissionisindaco/




















