Non c’è ancora una data certa per il rientro in Italia della salma di Davide Calabrese. Studente al quinto anno del Liceo Scientifico Statale ” Mons. B.Mangino” di Pagani, il 18enne si trovava in Spagna insieme a docenti e amici di classe per la gita di fine anno. Era arrivato giovedì a Malaga quando il giovane avrebbe cominciato a manifestare i primi sintomi di quella che sembrava una comune influenza. Accompagnato in ospedale dagli insegnanti, il quadro clinico dello studente sarebbe peggiorato, dando inizio a un vero e proprio calvario. Trasferito in una struttura sanitaria più specializzata, sarebbe stato sottoposto anche a un intervento chirurgico, per poi essere trasferito in un terzo presidio dove le sue condizioni sono ulteriormente peggiorate, fino al decesso avvenuto sabato sera, probabilmente a causa di una miocardite.
Intanto, in Spagna sono arrivati i genitori del 18enne: papà Armando, impiegato di banca nel Comune di San Marzano sul Sarno, e la mamma Carmela Bottone, docente di lingue. Assistiti dal Consolato Onorario italiano a Malaga, per i coniugi Calabrese, allo strazio della perdita del figlio si è aggiunto il doloroso iter burocratico per riportare in Italia la salma. Sono state avviate le procedure per ottenere il nulla osta dalla Prefettura del paese spagnolo, una copia del certificato di morte e il passaporto mortuario. L’ultimo viaggio di Davide avverrà con un volo Malaga-Madrid, Madrid-Roma e, infine, Pagani, appena le autorità spagnole lo consentiranno.

Docenti e studenti sono invece rietrati in Italia ieri notte. Toccante il messaggio della Dirigente Scolastica del Liceo Ezilda Pepe ” La letteratura e la filosofia, con cui pretendiamo di spiegare il senso della vita e della morte, hanno ceduto il passo.Il figlio di tutti ha dato a tutti noi “l’ultima lezione” : solo l’amore conta, il resto non esiste.Avrei dovuto saperlo, ma non lo sai mai abbastanza, che quello che conta è l’amore. La domanda da cui tutti fuggiamo è perchè non a noi, perchè LUI.Ai suoi compagni, ai suoi amici la lezione è arrivata nel momento migliore della vita, prima degli Esami di Stato, durante il viaggio del quinto anno.Non posso, non sono in grado, di dire parole ai Genitori.Perdere così , nel fiore della vita, un figlio, un “amato giglio” e rimanere nello strazio, merita solo silenzio e rispetto. A noi lascia solo dolore e senso di vuoto, che ci accomuna di fronte a una perdita improvvisa e inaccettabile”.




















