A seguito di svariati esposti, trasmessi di recente dall’associazione La Càvea del quartiere di Foce in Sarno (Salerno) a Prefettura, Ministero dell’ambiente, Procura della Repubblica e Carabinieri Forestale – aventi per oggetto un massivo sversamento di reflui industriali all’interno della vasca Monaco – il sindaco di Sarno ha firmato ordinanza di cessazione ad horas degli scarichi illegali provenienti dagli impianti biogas di via Muro d’Arce.L’associazione La Càvea del Quartiere di Foce, agli esiti di un attento studio di
monitoraggio, condotto nello scorso Dicembre su canale Conte di Sarno e vasca Monaco – opere realizzate dall’ente Regione – ha individuato un grave, rilevante inquinamento della falda acquifera all’interno della vasca in parola, che ricade in un’area di grande vulnerabilità, adiacente alla strategica sorgente di Rio Foce.A causa di una falla prodottasi nello scatolare del canale Conte – nel punto in cui esso
lambisce la vasca Monaco – è emerso che un ragguardevole, imponente volume di reflui industriali è stato verosimilmente sversato per anni dagli impianti biogas nella grande cavità del manufatto, senza alcuna autorizzazione.Si presume che, nottetempo, grazie a un sistema di potente pompaggio idraulico, i reflui
venissero sparati nel canale Conte, con la certezza di riuscire a smaltirli nel Rio Foce, all’interno dell’area di riserva integrale del Parco regionale del bacino idrografico del fiume Sarno.
Il 31 Gennaio, La Càvea ha segnalato l’anomala corrivazione di acque reflue, nella vasca
Monaco, al locale comando dei Carabinieri Forestale, allertando contemporaneamente i vertici regionali e nazionali dell’Arma.Il 24 Marzo l’associazione ha depositato presso la Prefettura di Salerno una denuncia di
sospetto danno ambientale, da inoltrare al Ministero dell’ambiente: tempestivamente investito della questione dal dirigente dell’Area V – Protezione civile, difesa civile e coordinamento del soccorso pubblico.Il responsabile della Direzione generale economia circolare e bonifiche – Divisione VI Danno ambientale e amianto del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica il giorno 18 Aprile ha inoltrato a sua volta richiesta di valutazione del caso al Centro nazionale per le crisi, emergenze ambientali e danno dell’ISPRA, Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, che dovrà pronunciarsi in ordine all’entità dello sconcertante inquinamento consumatosi nell’area.Successivamente, il giorno 28 Marzo, La Càvea ha anche depositato un corposo esposto con allegati presso la Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, affinché fosse aperto un fascicolo sulla vicenda.

La Càvea continua a vigilare e a informare i cittadini sugli sviluppi, ribadendo il proprio
impegno per la tutela dell’ambiente e della legalità.

