L’operazione è avvenuta in emergenza. Le condizioni di salute della donna e del suo bambino erano tali da richiedere un intervento risolutivo e tempestivo. È venuto alla luce un neonato di 30 settimane, salvato dai medici dell’ospedale stabiese San Leonardo. Il bimbo, come previsto dai protocolli medici, subito dopo la nascita è stato trasferito in Terapia Intensiva Neonatale, diretta dal dottor Roberto Cirelli. Buone anche le condizioni di salute della madre, che, dopo essere stata sottoposta a parto cesareo, è stata presa in carico dai medici della ginecologia e ostetricia del nosocomio.
A.D.M. si è presentata all’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia il 9 febbraio, con una significativa bradicardia fetale che poteva essere compatibile con un distacco della placenta.

Era ancora troppo presto, però, per far nascere il neonato. Nel reparto di ginecologia sono stati messi in campo tutti gli interventi possibili per prolungare i tempi di gestazione, fino al 13 febbraio, quando la situazione è precipitata in modo irrecuperabile. È stato quindi deciso di intervenire immediatamente con un taglio cesareo in emergenza, eseguito dal dottor Correa e dalla dottoressa Esposito.
È venuto alla luce un neonato vivo e vitale alla 30esima settimana di gestazione. Dopo sei settimane di cure specialistiche, il bambino ha potuto lasciare l’ospedale e tornare a casa con i genitori.
L’intervento dei sanitari del San Leonardo è stato provvidenziale. La rottura atraumatica dell’utero, che si manifesta in 0,7 casi ogni 10.000 parti, può avere gravi conseguenze per la madre e il neonato.
Agire tempestivamente significa salvare vite umane. Un plauso va al personale del nosocomio stabiese: ginecologi, anestesisti, ostetriche, pediatri, infermiere e operatrici sanitarie, che con professionalità e prontezza hanno affrontato un evento così difficile, evitando il peggio.




















