sabato, 25 Settembre 2021

C.mare di Stabia- Yohan storia di un’adozione e di una famiglia speciale

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L’adozione di un bambino è  quell’unione che mette insieme il prima e il dopo di una fase esistenziale che porta alla costruzione di una nuova famiglia. I protagonisti iniziano un cammino durante il quale le loro storie, del tutto diverse si confrontano, si condividono con un preciso intento: accogliere, ascoltare, amare un figlio speciale. Quando i coniugi intraprendono l’adozione di bambini malati o con disabilità, il senso della storia cambia profondamente perchè a prevaricare su tutto è il coraggio. Un esempio di altruismo lo sono i coniugi Antonella Illiano e Gianluca Nocera entrambi di Castellammare di Stabia. La coppia ha adottato Yohan, nato nel 2017 in Costa d’Avorio con una

triplice cardiopatia congenita; malformazioni del cuore e dei grossi vasi che oggi possono essere tutte curate con molte probabilità di successo. In Africa il piccolo viveva nell’Orfanotrofio Les Anges de Padre Pio, ma la mancanza di cure adeguate e di strutture ospedaliere dove eseguire interventi chirurgi così particolari, lo avrebbero esposto a seri pericoli: Yohan andava operato d’urgenza. Nel 2018 i coniugi lo prendono in affidamento preadottivo poi la decisione di adottarlo e salvargli la vita. Grazie all’aiuto dell’Onlus nazionale «Una voce per Padre Pio», di cui Antonella e Gianluca sono volontari da tempo e all’intervento del professore Guido Oppido – primario di Cardiochirurgia pediatrica dell’Ospedale Monaldi di Napoli – che ha avviato il progetto “Cuori Ribelli”, per la realizzazione di un reparto di chirurgia in Africa, Yohan è stato operato. La famiglia Nocera

ha incontrato Monsignor Francesco Alfano presso la curia di Castellammare di Stabia: “ Un incontro semplice e intenso: sembrava ci conoscessimo da molto tempo. Gli occhi vivaci e furbetti di un bimbo che ha sofferto, ma ha fatto esperienza della forza dell’amore: ecco cosa mi porto nel cuore a conclusione dell’incontro con una coppia di genitori eccezionali. Quello che ho ascoltato è un racconto delicato e coraggioso, mentre il piccolo curiosava perché viveva un luogo nuovo, lo sguardo dei coniugi mi comunicava la gioia della loro scelta, dettata non dalla ricerca di un appagamento di un desiderio, ma dall’esigenza di condividere il dono più grande che ci rende felici, quello della vita, che grande testimonianza. Ho ringraziato il Signore per questa bella famiglia: sentano sempre la sua presenza per continuare il cammino insieme, contribuendo alla costruzione di una società più fraterna, dove nessuno è giudicato per il colore della pelle o per altri elementi di diversità”.

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