Artifizi contabili per far quadrare i bilanci e spese considerate eccessive nonostante una situazione finanziaria ormai compromessa. L’inchiesta sul fallimento dellaTerme di Stabia Spa la storica società partecipata del Comune dichiarata fallita nel 2015 con un passivo superiore ai 14 milioni di euro, registra un primo punto fermo.Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torre Annunziata, Riccardo Sena, ha disposto il rinvio a giudizio dell’ex sindaco Luigi Bobbio e degli ex amministratori Massimo Cajati, Carlo Trevisan e Francescopaolo Ventriglia. Per tutti l’accusa è di bancarotta fraudolenta aggravata. Per gli altri sette imputati è stato invece disposto il proscioglimento. Escono dal procedimento Salvatore Iovieno, Catello Dello Ioio, Umberto Caccioppoli, Gaetano Palumbo, Maria Schettino, Loredana Massera e Norberto Salza. La decisione ricalca la richiesta formulata dal pubblico ministero Marianna Ricci, che nella sua discussione aveva già chiesto il non luogo a procedere nei loro confronti.Determinante per l’evoluzione dell’inchiesta è stato il lungo incidente probatorio disposto durante l’udienza preliminare. Il giudice aveva nominato un perito con il compito di ricostruire nel dettaglio la situazione patrimoniale, economica e finanziaria della società. In aula sono stati esaminati bilanci, scritture contabili, flussi finanziari e atti di gestione della partecipata.L’attività tecnica, durata diversi mesi, ha consentito di analizzare sia i conti della società sia le singole responsabilità amministrative. Proprio gli esiti della consulenza hanno portato a escludere profili di responsabilità per sette degli undici imputati, poi definitivamente prosciolti dal gup.La ricostruzione degli eventi ha riguardato anche la fase che precedette la dichiarazione di fallimento del marzo 2015, compresa la decisione dell’amministrazione guidata dal sindaco Nicola Cuomo di portare i libri contabili in tribunale.Secondo la Procura, Luigi Bobbio, in carica dal 2010 al 2012 e all’epoca socio pubblico della partecipata attraverso il Comune e la Sint, avrebbe contribuito a mantenere in vita la società pur essendo consapevole della gravissima situazione patrimoniale e della riduzione del capitale al di sotto dei limiti previsti dalla legge.Il processo nei confronti di Bobbio, Cajati, Trevisan e Ventriglia prenderà il via con la prima udienza fissata davanti al tribunale competente. Per gli altri sette imputati, invece, la vicenda giudiziaria si conclude con il proscioglimento, maturato al termine dell’approfondimento tecnico disposto dal giudice e condiviso dalla stessa pubblica accusa.
Fonte metropolisweb





















