Sarno, in mostra “Il fiore del partigiano”: la storia della liberazione in una vignetta

Per celebrare il 76° anniversario della Festa della Liberazione, le associazioni Branco Solidale e Nuova Officina hanno scelto di onorare la ricorrenza parlando di Resistenza, costituzione e antifascismo attraverso il linguaggio e la grande forza comunicativa delle vignette e del fumetto, forma d’arte a lungo bistrattata in Italia ma che riveste, in quasi tutti i paesi europei e sudamericani, importanza pari ad ogni altra espressione artistica.
Le vignette, alcune delle quali inedite, sono state realizzate da 4 autori italiani, noti e meno noti, che hanno dedicato il loro tempo a questo prezioso contributo e che ricordiamo e ringraziamo: Gianluca Foglia, in arte Fogliazza, Mauro Biani, Mirko Milone e Vincenzo Odore.

La mostra dal titolo “Il (nostro) fiore del partigiano” sarà allestita presso la ex Libreria “Amore mio” in piazza Municipio a Sarno dal 23 al 30 aprile 2021 e sarà visitabile anche online sulla pagina web dedicata di Nuova Officina e sulla pagina facebook di Branco Solidale.
Una mostra realizzata per riflettere sull’importanza dei sacrifici di tanti uomini e tante donne che non esitarono ad opporsi al regime fascista che stava distruggendo l’Italia, per mantenere la Memoria della Resistenza ed attualizzarne gli ideali calandoli nel presente.

Ma non si tratta solo di ricordare il sacrificio dei nostri martiri caduti nella lotta di liberazione, e qui a Sarno non possiamo non ricordare il sacrificio di Alfonso Crescenzo (10.01.1944), Angelo Falciano (30.09.1943), Franco Pappacena (19.03.1945), Raffaele Pinto (31.12.1943) e Giuseppe Sodano (26.03.1944): rievocando quel sacrificio e quella lotta noi dobbiamo chiederci a cosa sono serviti, qual è il fiore del partigiano che è stato consegnato alle generazioni future.Il 25 aprile non ci parla solo del nostro passato, ci interroga sul nostro presente e ci pone delle domande sul nostro futuro. Il 25 aprile ci chiama a confrontarci con il dono della libertà che ci è stato consegnato dalla Resistenza, con quel patrimonio di valori che ci è stato tramandato dalle generazioni passate, come testamento di centomila morti, perchè noi lo curassimo, lo mettessimo a frutto e lo consegnassimo, a nostra volta, alle generazioni future.
Questo deve essere il senso del 25 aprile: non sempre e solo l’occasione per continuare a regolare i conti con la storia e nemmeno per infierire sui vinti che sono vinti! No, quel giorno di aprile, 76 anni dopo, deve essere (ed è) molto altro. Quel giorno di aprile oggi è sostenere l’uguaglianza fra gli esseri umani, che non significa dare a tutti le stesse cose ma riconoscere a ciascuno la medesima dignità e i medesimi diritti, anche a chi viene da lontano… Uguaglianza, giustizia, legalità: concetti presenti nella Costituzione come nel Vangelo…<

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