A Roma sono centinai i manifestanti per rivendicare al Governo il diritto a lavorare: ristoratori, partite Iva, baristi, esercenti commerciali provenienti da tutta la Penisola Italiana, tra loro Ferdinando Manzo, titolare del Royal London Pub. La voce del ristoratore sarnese echeggia tra le mura capitoline per smuovere gli animi di una politica insensibile davanti allo stillicidio di attività ormai da un anno in balia di una crisi sanitaria ed economica. Categorie continuamente vessate da un Governo che procede spedito tra decreti e ristori irrisori. Il corteo al grido di “Io apro” da Piazza San Silvestro puntava ad arrivare a Montecitorio ma non era autorizzato dalla Questura. La polizia in assetto antisommossa ha bloccato tutte le vie di accesso, questo ha portato ad alcuni momenti di tensione quando un gruppo di persone si è avvicinato, con le mani alzate, al cordone degli agenti per dirigersi verso la Camera. Un gruppo ha lanciato fumogeni, petardi e bombe carta. “Chiediamo le dimissioni del ministro dell’Interno. Questi scontri li ha causati il ministro non concedendoci nessuna piazza. Avevamo chiesto anche piazza del Popolo”, urlava dal megafono uno dei manifestanti. In piazza si sono alzati anche cori contro il premier, Mario Draghi.




















