Le scuole dell’infanzia e primarie riapriranno il 24 novembre. A Castellammare caos per Delibera Comunale: malumore del quartiere San Marco

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I bambini campani torneranno a scuola il 24 novembre. Alla vigilia del passaggio in zona rossa, la Regione di Vincenzo De Luca ha prorogato la chiusura delle scuole dopo il termine dell’ultima ordinanza stabilendo però l’ormai prossima riapertura in presenza della scuola dell’infanzia e delle prime classi della scuola primaria che erano stati chiusi a metà ottobre con un’ordinanza già rinnovata per quindici giorni alla scadenza, il 30 ottobre scorso. Le attività in presenza riprenderanno, “previa effettuazione di screening su base volontaria sul personale docente e non docente e sugli alunni.” Primo punto che tocca sensibilmente la parte genitoriale, in quanto per la paura del contagio e per gli elevati numeri che si registrano nel quotidiano, non ci si spiega come è possibile mantenere le scuole chiuse in zona gialla e riaprirle in zona rossa. La base volontaria, inoltre, non garantisce che venga effettuato lo screening. Dunque, si prospettano ancora contagi a catena nelle aule di scuola.

Il secondo punto su cui le famiglie si interrogano è perché permettere le attività in presenza proprio alle categorie di bambini per cui non è previsto né il distanziamento né tanto meno la mascherina, almeno per quanto concerne l’infanzia. Si prevede, dunque, una scarsa presenza nelle sezioni, come d’altronde già stava capitando prima delle ultime ordinanze, e di conseguenza una dispersione scolastica che poteva essere combattuta con l’attivazione della DAD.

A questa situazione scolastica della Campania, si aggiunge un’altra situazione del tutto territoriale. Nei giorni addietro, infatti, la Giunta Comunale del Sindaco Gaetano Cimmino con Delibera di Giunta n. 122 del 10/11/2020, ha approvato la proposta che prevede lo scorporo del Plesso San Giovanni Bosco dal 3° Circolo Didattico San Marco con relativo accorpamento alla Bonito-Cosenza.

Questa proposta avrà impatti negativi sia sull’autonomia scolastica di entrambi gli istituti sia sul quartiere San Marco- Cicerone che muove centinaia di utenti.  Il dimensionamento scolastico non è certo una questione interna tra dirigenti ed amministrazione, non è un accordo fatto a tavolino né tanto meno una questione di proposte cittadine.

La scuola non è numeri. E’ vite, storie, momenti da tutelare e raccontare.  I bambini hanno bisogno di una presa in carico, non di una sostituzione. Di un adulto che sulle faccende importanti sappia decidere il da farsi ma che sia soprattutto riferimento, punto fermo. Ci preoccupiamo sempre che i nostri figli sappiano fare quella o quell’altra attività. Che brillino o siano eccelsi in qualcosa, quando l’unica cosa di cui avrebbero davvero bisogno è saper avere a che fare con le proprie emozioni e saperle gestire. Prime fra tutte la frustrazione, quella che noi adulti non reggiamo.

Dovrebbero conoscere il nome dei sentimenti. Capire come si sentono, invece, a volte, li confondiamo. Ma stavolta il malumore è tanto nei genitori, a punto di non poterlo confondere: regna la delusione e tutti i genitori della zona San Marco si chiedono il perché!  Incontriamo il sig. Raffaele Solinas, genitore di un alunno al primo anno di scuola primaria al Terzo Circolo e di uno studente al secondo anno di scuola secondaria di primo grado alla Bonito- Cosenza, a cui chiediamo:

-Cosa rappresenterebbe il ridimensionamento scolastico per gli alunni a livello emotivo? “Un ulteriore smarrimento, un nuovo cambiamento in questo momento delicato, ritrovare e poi perdere insegnanti di riferimento, forse anche qualche compagno. Sembra non toccare la sfera delle opportunità di un bambino, invece è il contrario.”-E cosa comporterebbe a livello logistico per i genitori? “Rapporti con la dirigenza quasi nulli, anche perché si rischierebbe di non avere né il Terzo Circolo né la Bonito-Cosenza. Al resto ci si abituerebbe o forse, onestamente, non cambierebbe, ma trattandosi di educazione il rapporto con la dirigenza è fondamentale!” -Crede che l’amministrazione comunale, chiarirà gli interrogativi posti dai cittadini del quartiere? “Me lo auguro. Quando si prendono decisioni, bisogna sempre ascoltare, condividere pensieri ed opinioni, capire e studiare dati, conoscere lyofhi e situazioni. Stupisce, visto il cognome dell’assessore all’istruzione, anche a me che sono stabiese da dieci anni, le gesta di educatori illuminati sono state narrate.  Mi sarei aspettato più attenzione al cuore delle decisioni, non ai numeri. La scuola è il piano regolatore per creare una bella e ordinata città, non per creare confusione e caos. Spero non ci sia bisogno di arrivare alle carte bollate…”

-Il malumore è tanto: i dirigenti delle istituzioni scolastiche in questione non risultano convocate dai governanti, che hanno approvato una delibera con un piano di dimensionamento scolastico per nulla risolutivo, in quanto pare che ci sia una discrasia anche tra i numeri. I dati, infatti, porterebbero a perdere l’autonomia scolastica a due istituti. “Forse mi ripeto, ma è questo che non capisco. Non c’è nessuna ratio, io sono per il tavolo tecnico. Ci vuole una decisione in cui si coniughi l’aspetto tecnico e l’idea di sviluppo della Città intesa come servizi, anche per i più piccoli. La Legge 285/97, la 328/00 avranno insegnato qualcosa in tema di diritti?” -Cambiare la geografia di certe classi, ne cambierà in automatico anche la storia… “Il San Marco/Cicerone non è il luogo dove abito, ma è una zona dove ho lavorato molto con volontariato cattolico. E’ un quartiere che ha una identità sociale che ruota intorno alla scuola, alla parrocchia, e al mondo sano dello Stadio…perché minare questo sistema? Perché non permettere che lo sviluppo e la storia del Quartiere continui così? Fermarsi e rileggere una decisione sarà una saggia decisione. Chiedo al Sindaco di fare un gesto importante e significativo!” I Dirigenti scolastici delle due istituzioni chiedono di individuare nuove soluzioni di dimensionamento, che siano garanzia reale di autonomia per le scuole coinvolte. La delibera di dimensionamento, infatti, danneggerebbe sia il III Circolo Didattico, sia la Bonito-Cosenza e l’intero quartiere San Marco non avrebbe più scuole autonome, con grave danno per genitori ed alunni. Nel contempo, genitori e docenti hanno firmato una serie di petizioni per la revoca della Delibera. D. S. 

 

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