Quella di ieri è una giornata che i cittadini sarnesi non dimenticheranno mai. La battaglia contro il fuoco è iniziata alle 16:30 circa. I primi segnali di fumo, roghi alimentati da un forte vento iniziano a propagandarsi. In un attimo l’inferno. Sotto una pioggia di cenere passanti, automobilisti rivolgono lo sguardo verso il Saretto, impietriti per quello che vedono, il polmone verde brucia. Ettari di vegetazione mangiati da lingue di fuoco che lambiscono l’antica chiesa della Madonna del Carmelo fino ad arrivare alle abitazioni. Una coltre di fumo visibile a chilometri oscura il cielo, l’aria è irrespirabile. Il Centro Coordinamendo dei Soccorsi si attiva. Vigili del Fuoco, rappresentanti delle Forze dell’ordine e degli enti territoriali Carabinieri, Polizia di Stato, Croce Rossa, Guardie Ambientali, Guardie Forestali, Protezione Civile, Vigili Urbani, tecnici comunali, volontari arrivati da ogni parte della Campania, tutti in campo per combattere il nemico. La macchina dei soccorsi riparte dopo l’alluvione del 5 maggio 1998. Sarno è in piena emergenza. I focolai presenti in diversi punti dell’altura, sia in cima che a ridosso della montagna, hanno reso il fronte d’azione e difficili le operazioni di soccorso. Oltre cento soccorritori hanno lavorato con l’intento sopratutto di proteggere le abitazioni. Il Sindaco Giuseppe Canfora ordina l’apertura della Scuola Media Baccelli per accogliere i 200 evacuati dalle zone interessate e la chiusura per la giornata odierna di tutti gli Istituti scolastici di ogni ordine e grado. Una notte lunga, pennacchi di fumo lucente si sono palesati tra il monte. La battaglia non è ancora vinta. Stamane con l’arrivo dell’alba sono operativi i mezzi aerei per domare del tutto l’incendio. Le prime luci restituiscono unoscenario apocalittico. il verde rigoglioso di prima non esiste più. In campo resta solo un nemico da scovare e combattere: il piromane.




















