
A Messina avevamo visto finalmente una Juve Stabia rigenerata, con pochi timori, a tratti addirittura spregiudicata.
Il risultato, 3-0, andò quasi stretto ai gialloblù, bravi ad imporre il proprio gioco senza troppi fronzoli, con il piglio della squadra di alta, altissima classifica.
Cambia il valore dell’avversario ed ecco che cambia l’atteggiamento della Juve Stabia. Di nuovo.
A Lecce, pur di fronte ad un campo di patate, ha vinto il timore dei dirimpettai. E quel timore, quel rinculare, quel difendere il risultato lasciando ai padroni di casa il pallino del gioco, ha finito per far inciampare le Vespe nel terzo grande passo falso del campionato.
Pancaro ad inizio campionato dichiarò più volte che, rispettando il suo credo calcistico, non avrebbe mai preparato le gare in funzione degli avversari, ma guardando esclusivamente in casa propria, imponendo il proprio schema di gioco a prescindere. Evidentemente ha cambiato idea.
Uno dei problemi delle Vespe, oltre ad alcune pacifiche sviste sui cambi, è proprio quello di sopravvalutare gli avversari di blasone. Facendo così, Pancaro si è dato in pasto alle attuali prime delle classe.
L’allenatore calabrese ci ha insegnato che non sarà un editoriale, una contestazione o un qualunque altro consiglio a fargli cambiare idea. Ma almeno mantenga questa linea anche nei confronti di se stesso e ricordi quello che ha dichiarato e sottolineato 6 mesi fa.
Basta aver paura degli avversari, ci si rimettono punti enormemente pesanti ed i play off, ora, non ammettono più ingenuità.
La Juve Stabia ha l’organico per imporre il proprio gioco a chiunque. Il pallone è rotondo, può andar bene, può anche andar male, ma molto meglio perdere dimostrando coraggio ed attributi, che con la speranza mancata che chi è di fronte fallisca il tiro al bersaglio.
AdL
Fonte: Stabia1907




















