di DANIELE DI MARTINO
E’ scoppiata in un pianto liberatorio quando un gruppo di cassintegrati si sono autotassati per darle sostegno. E’ il triste epilogo di una delle tanti storie di povertà. Non c’è, invece, il sostegno dei politici del consiglio comunale di Castellammare, capaci di ignorare l’urlo di dolore di una donna disperata. «Vi prego, datemi una mano. Ho quattro figli, una bambina che mando a scuola senza nemmeno una merendina» ha gridato Maria – un nome di fantasia – in aula.

Si è rivolta ai politici presenti in consiglio comunale. Eppure è entrata e uscita dagli uffici delle politiche sociali già diverse volte. Gli incontri con l’assessore e gli assistenti sociali non sono serviti a nulla, soltanto a mettere a dura prova la fragilità di una famiglia già in difficoltà. Si avvicina il Natale e Maria diventa il simbolo della crisi. Una donna che dopo tanti sacrifici combatte ancora per la sopravvivenza, con quattro figlie e un marito che non c’è più, scomparso lo scorso anno per un infarto. Come si dice da queste parti “arrangiava”, faceva quel che poteva per mandare avanti la sua famiglia, riuscendo anche a portare la figlia più grande all’altare. Ora la mamma e le sue figlie vivono nel quartiere di Santa Caterina.
Vivono di espedienti, qualche piccolo lavoretto e grazie alla solidarietà di chi può contare almeno su un piccolo reddito. E’ proprio il caso dei cassintegrati stabiesi, onnipresenti in ogni consiglio comunale. Di fronte alla richiesta della donna e della figlia più piccola, non hanno potuto far altro che tendere la mano, anche di fronte al rifiuto netto dei politici presenti in quel momento in aula. Così si sono improvvisati in una colletta, ognuno ha consegnato nelle mani della donna quel che aveva. Parliamo di operai in cassa integrazione e protagonisti delle storiche vertenze come Avis e Terme di Stabia. In pochi minuti hanno raccolto la cifra di quasi cento euro, che servirà ad affrontare i prossimi giorni con un briciolo di serenità.
Ma sono in tanti a ritrovarsi in stato di povertà con l’approssimarsi delle festività natalizie. I contributi erogati dal Comune ne sono la prova provata di quante famiglie indigenti richiedono un aiuto. Nei giorni scorsi è stata stilata anche una graduatoria dei beneficiari di un contributo minimo di 250 euro. Un piccolo sospiro che allevia solo di poco le sofferenze di chi si ritrova senza reddito. Come nel caso della signora Maria, che avrebbe voluto un sostegno maggiore dall’amministrazione e dai politici stabiesi. Niente di tutto questo. Ci hanno pensato gli operai in cassa integrazione a garantire un aiuto nell’immediato, che serviranno per le spese vive e qualche merendina nella cartella della figlioletta che accompagnava la donna a palazzo Farnese.
FONTE: METROPOLIS