Giorgio Corona ha parlato in esclusiva durante il “Pungiglione Stabiese”, il programma della web radio di ViViCentro in onda ogni lunedì alle 20,00:
Re Giorgio, sabato torni al Menti. Le tue emozioni?

Sarà un vero piacere, proverò un’emozione indescrivibile perché torno al Menti dopo quattro anni. Ho lasciato dei bei ricordi a Castellammare, abbiamo condiviso un anno indimenticabile tra la conquista della Serie B e della Coppa Italia Lega Pro. Vedrò con piacere tutte le persone di Castellammare, specialmente il presidente Manniello
Corona ha sempre avuto un rapporto speciale col presidente Manniello
So che il presidente sabato sarà al “Menti” e vi dirò di più, deve per forza venire! Io penso di non giocare più l’anno prossimo, perciò lui deve essere presente. Ne abbiamo parlato in settimana, mi ha dato la sua parola e sono sicuro di vederlo sabato.
Oggi un calciatore carismatico come lo era Corona nell’anno della promozione è Fabio Caserta. Corona lo conosce bene?
Con Fabio ogni tanto mi sento, è un professionista serio ed un bravo ragazzo, un vero e proprio esempio per tutti e sta trascinando i compagni all’obiettivo di tutta la squadra.
Per Caserta, nato nei pressi di Reggio, sabato sarà una sorta di derby contro la Reggina?
Caserta farà di tutto per vincere per la Juve Stabia, non pensa certo alla Reggina.
In merito alle polemiche sorte dopo Juventus-Roma, Corona ha commentato brevemente:
Ci sono giocatori che vogliono fare i dirigenti e quello è il problema del calcio.
C’è chi invece pensa soltanto a segnare ed è ormai a un passo dal primato assoluto, dopo aver superato Piola in questa speciale classifica
Sono lontani quelli davanti a me (ride di gusto, ndr), sono record che neppure conoscevo… come faccio a ricordarmi di 50 anni fa? Segnare fa sempre piacere, ma devo condividere tutti i miei gol e successi con la squadra in cui gioco, è giusto che sia così.
Corona ha presentato così la partita di sabato tra Juve Stabia e Messina:
È normale che la Juve Stabia sia una squadra forte, che vuole far bene e in casa si fa rispettare, oltre che in trasferta. Affronterà un Messina voglioso, aggressivo, perché abbiamo subìto 11 gol in tre partite e – credetemi – sono stati duri da digerire, specialmente perché arrivati nel primo tempo. Nell’ultimo turno di campionato siamo entrati in campo diversamente, con più voglia, e abbiamo vinto.
Un rapporto molto forte quello di Corona con la società del Messina:
Sono molto legato a questa società, ma resto sempre un calciatore e con i miei compagni più grandi devo gestire lo spogliatoio, rispettando sempre i ruoli. Fanno piacere i complimenti di Lo Monaco, anche perché oggi si fa fatica a trovare dei professionisti tra i calciatori, in quanto i giovani spesso hanno poca umiltà, parlano soltanto di feste e mai del lavoro, che è la cosa più importante. Le cose vanno conquistate, nessuno ti regala niente nella vita.
Una volta conclusa la carriera da calciatore, cosa farà Corona?
Non farò l’allenatore, forse insegnerò il calcio ai bambini, perché ho un carattere particolare. Oggi tutti fanno gli allenatori, devi vedere per quanti anni puoi farlo in quel modo. Coi bambini ti lasciano tranquillo, coi grandi no, non c’è modo di lavorare serenamente.
A Castellammare Corona fu bravissimo in campo, ma anche nella gestione dello spogliatoio
Gli schiaffi a Mbakogu sono serviti (ride di gusto, ndr), vedendo quello che Jerry fa adesso in Serie B. Sto scherzando, altrimenti pensate a un Corona cattivo. Con lui mi sono comportato in un certo modo per fargli capire certe cose, perché i giovani spesso hanno una fortuna tra le mani e difficilmente sanno capirlo. Lo faccio principalmente per il loro bene e per quello della squadra.
Un bilancio personale dopo tanti anni di carriera?
Il mio obiettivo è stato sempre di far parlare bene della mia persona. L’unica cosa che possono dirmi dopo una partita è al massimo che sono scarso, non possono certo toccare la mia persona. Dopo due partite anche a Castellammare ne ho sentite un po’, ma comportandomi sempre bene ho raggiunto l’obiettivo e oggi sono ricordato con grande affetto.
Un parere sulla tessera del tifoso?
Non ne vorrei parlare, ma sento spesso dire a tante persone che non possono far entrare gli ombrelli allo stadio e poi puntualmente si sentono esplodere petardi e bombe carta. Si deve cambiare mentalità per cambiare le cose.
Infine un saluto ai tifosi stabiesi:
Io so quello che provo per loro e loro quello che provano per me, non ci sono parole perché sono stato bene a Castellammare. Prima di trasferirmi, ne sentivo di tutti i colori sulla città, ma proprio per questo volli fare questa scommessa. Oggi so che cos’è veramente Castellammare. Penso ai tifosi a Natale nello spogliatoio, ai 2000 del Flaminio, alla festa al “Menti”, al presidente sempre vicino a noi. Come posso dimenticarlo?
E se segni?
Non esulto, non potrei mai esultare dopo quello che ho provato indossando la maglia della Juve Stabia.
FONTE:https://www.vivicentro.it/




















