Castellammare di Stabia – Pomeriggio di paura in via Bonito, all’altezza del noto punto vendita “K2 – Mago del Gelo”, dove ogni domenica si radunano centinaia di persone per gustare un gelato.Stavolta, però, il consueto via vai è stato scosso da un grave episodio di cronaca.Intorno alle 17:30, una donna è stata investita mentre attraversava regolarmente sulle strisce pedonali da una bici elettrica che procedeva a velocità elevatissima, del tutto incompatibile con le caratteristiche tecniche di questi mezzi.L’impatto è stato violento: la signora è caduta rovinosamente al suolo, restando stesa sul selciato in evidente stato di shock e dolore.
Secondo diversi testimoni, la bici non si è fermata a prestare soccorso, ma ha proseguito la corsa, dileguandosi tra il traffico, rendendo l’accaduto ancora più grave.Una fuga in piena regola, che trasforma l’incidente in un caso di omissione di soccorso.I soccorsi sono giunti solo dopo diversi minuti, a causa del traffico congestionato che caratterizza questa zona della città, soprattutto nei fine settimana.La donna è stata trasportata in ambulanza al pronto soccorso per accertamenti.

Le sue condizioni non sarebbero gravi, ma l’episodio riaccende i riflettori su un fenomeno sempre più preoccupante.Bici elettriche fuori controllo, traffico impazzito e regole ignorate: è un mix pericoloso che a Castellammare di Stabia sta diventando una costante.Molti cittadini denunciano l’utilizzo improprio di questi mezzi, spesso condotti da persone che non rispettano le regole del codice della strada e sfrecciano anche in aree pedonali, mettendo a rischio l’incolumità pubblica.L’episodio odierno rilancia con urgenza la necessità di controlli, regolamentazioni e sanzioni per l’uso scorretto delle bici elettriche. È tempo che si apra un dibattito serio sull’educazione stradale e sulla sicurezza urbana, per evitare che le bici elettriche diventino un pericolo quotidiano.
Nel frattempo, si spera che le telecamere presenti in zona possano fornire elementi utili all’identificazione del responsabile.La città non può più permettersi di restare a guardare.

