Castellammare di Stabia – È finito nuovamente al centro di un’inchiesta giudiziaria Luciano Verdoliva, il ras uscito da pochi mesi dal carcere. I carabinieri hanno posto sotto sequestro un patrimonio milionario, ritenuto riconducibile al clan D’Alessandro.
L’operazione, condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata e dalla Compagnia di Castellammare, rientra nell’ambito dell’indagine denominata Domino III, che ha colpito duramente l’organizzazione criminale facente capo a Vincenzo D’Alessandro, considerato il reggente del clan tra il 2020 e il 2022.

Tra i beni sequestrati figurano immobili situati tra Castellammare e Pompei, auto di lusso, scooter, diverse aziende attive nel settore delle scommesse e lo storico ristorante di Verdoliva, ubicato sul lungomare stabiese già attenzionato in passato dalle forze dell’ordine per la festa non autorizzata con cui fu celebrata la sua scarcerazione, avvenuta dopo l’assoluzione da un’accusa di omicidio.
Nel mirino della Direzione Distrettuale Antimafia anche la casa di Katia Scelzo, figlia di Pietro Scelzo, ucciso nel 2005 in un agguato di camorra. Secondo l’accusa, l’immobile le sarebbe stato “donato” dal boss D’Alessandro come forma di silenzioso compenso, affinché evitasse di testimoniare nel processo ai mandanti del delitto del padre.
In totale, sono 15 gli indagati raggiunti dal provvedimento di sequestro, che rappresenta un colpo pesantissimo per le finanze e la rete imprenditoriale del clan. L’inchiesta Domino III ha l’obiettivo di smantellare non solo la struttura militare della cosca, ma anche quella economica, sempre più infiltrata nel tessuto commerciale e turistico del territorio vesuviano.
Gli inquirenti parlano di una “confisca strategica”, volta a indebolire il controllo del clan sulle attività economiche della zona. Un segnale forte, nel solco di un’azione repressiva che punta a restituire legalità e trasparenza a un territorio da anni segnato dalla presenza soffocante della criminalità organizzata.

