Castellammare di Stabia, Luciano Verdoliva assolto dall’accusa di omicidio

È stato assolto dopo 15 mesi di detenzione Luciano Verdoliva. Arrestato la mattina del 30 novembre 2023, all’interno del suo ristorante Le Tre Caravelle , l’uomo era tra i due destinatari dell’ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere emessa dal gip di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica Direzione Distrettuale Antimafia. Sarebbe stato lui l’esecutore materiale, a premere due volte il grilletto contro Carmine Paolino, ucciso il primo marzo 2005 a Castellammare di Stabia. A quell’agguato partecipò anche Antonio Occidente, 52 anni, già detenuto per altra causa. L’agguato sarebbe, secondo le indagini, da ricondurre al clan D’Alessandro, egemone nella cittadina stabiese. Per i due, le accuse erano di omicidio, aggravato dalla premeditazione e dalla finalità di agevolare il gruppo di camorra. Il provvedimento fu eseguito dai carabinieri del Gruppo di Torre Annunziata, che giunsero al termine delle indagini, avvalendosi anche delle dichiarazioni di due collaboratori di giustizia.

Secondo quanto ricostruito, Verdoliva e Occidente avrebbero attirato Paolino, 28 anni, soprannominato “Badalamenti”, in un’automobile, offrendogli delle dosi di cocaina. Mentre era intento a consumarle all’interno dell’abitacolo, gli vennero sparati un paio di colpi di pistola alla testa, per poi abbandonare il cadavere per strada. L’omicidio di “Badalamenti” fa parte di un’epoca segnata da una lunga scia di sangue, nel pieno della faida con gli ex cutoliani Massimo Scarpa e Michele Omobono, e proprio in questo contesto criminale furono commessi altri due omicidi eccellenti: quello di Giuseppe Verdoliva, padre di Luciano, e di Antonio Martone, cognato del defunto padrino Michele D’Alessandro, in quanto fratello di donna Teresa.

Dopo 15 mesi, Luciano Verdoliva è stato assolto, mentre Antonio Occidente, legato al clan D’Alessandro, è stato condannato. Durante il dibattimento, il “pentitoCiro Sovereto non ha confermato le dichiarazioni rese durante le indagini, e ora la Procura di Napoli sta valutando l’istanza di revoca dei benefici riservata ai collaboratori di giustizia.

 

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