Operazione della Guardia di finanza per l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip distrettuale di Reggio Calabria, su richiesta della Dda, a carico di 36 persone accusate di avere gestito un traffico internazionale di sostanze stupefacenti, con l’aggravante delle modalità mafiose, che avrebbe avuto come base logistica il porto di Gioia Tauro. I provvedimenti restrittivi in esecuzione sono stati emessi su richiesta del Procuratore di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri, e dell’aggiunto Giuseppe Lombardo. Tra le persone arrestate, un funzionario dell’Agenzia delle dogane, Pasquale Sergio, di 61 anni, che era in servizio nell’ufficio istituito dall’Agenzia nel porto di Gioia Tauro e che in passato ha collaborato innumerevoli volte con la Guardia di finanza in occasione dei tanti sequestri di sostanza stupefacente effettuati. Per 34 delle 36 persone destinatarie dell’ordinanza di custodia cautelare é stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre a due é stato concesso il beneficio degli arresti domiciliari.
C’è anche Raffaele Imperiale tra le persone indagate. Considerato tra i più grandi narcotrafficanti al mondo, classe 1974, il boss di Castellammare di Stabia, ha acquisito notorietà quando due dipinti di Van Gogh, rubati nel 2002 ad Amsterdam dal museo Van Gogh, sono stati recuperati a Napoli nel 2016 all’interno di una sua vecchia villa, nascosti in una cavità muraria accanto alla cucina, nella città stabiese. Si riteneva che vivesse a Dubai ed è stato ricercato dalla Polizia italiana, in quanto accusato di traffico di cocaina su larga scala, ed è stato condannato a 8 anni e 4 mesi, per poi essere individuato ed arrestato il 4 agosto 2021 proprio nella captale degli Emirati Arabi Uniti. Imperiale, secondo le inchieste, sarebbe la regia di un fiume di droga che dalla Colombia arriverebbe ai clan campani – cocaina che sul mercato frutterebbe milioni di euro. Il broker stabiese avrebbe infatti solidi legami con la mala vita sud americana per conto degli scissionisti di Secondigliano.

Sequestrati, inoltre, beni mobili ed immobili per un valore di sette milioni di euro. Tra i beni sequestrati c’é il patrimonio aziendale di due imprese del settore dei trasporti. L’operazione ha interessato, oltre alla provincia di Reggio Calabria, quelle di Milano, Roma, Napoli, Bari, Terni, Vicenza e Novara. Nell’operazione hanno partecipato il Gico e il Nucleo di polizia economico finanziaria di Reggio Calabria, con l’impegno di oltre 300 militari della Guardia di finanza. Nell’ambito delle indagini che hanno portato agli arresti sono state sequestrate oltre quattro tonnellate di cocaina, per un valore al dettaglio di circa 800 milioni di euro.
fonte ANSA



















