La rabbia covata sui social ha trovato sfogo nella realtà con un’azione riprovevole – Caivano, comune a nord di Napoli, due donne si scontrano a “colpi di parola” su tik tok. Un affronto che Alessia A. detta “malasuerte” non avrebbe “digerito”. Identificata l’antagonista la donna, con la complicità di altre due amiche, blocca T.M. per strada, la butta a terra e la sottopone a una violenza verbale e fisica inaudita. La cronaca di una selvatichezza, arretratezza culturale, è documentata da un video diffuso su Telegram, diventato in poche ore virale: Alessia A. armata di coltello, impreca, minaccia T.M. di ucciderla, poi le taglia i capelli, ” colonna sonora” di questo atto ignobile le voci di altre donne che assistono e riprendono la scena con i cellulari. Sull’asfalto restano le ciocche dei lunghi capelli neri di T.M., impietrita, scioccata. La voce tremante, lo sguardo perso nel vuoto. E poi c’è lei, la vichinga, alta, possente, corpo tatuato, labbra gonfiate da ritocchi estetici che non hanno minimamente scalfito dolcemente la sua figura femminile.
A Napoli le chiamano vaiasse, donne volgari e rissose, proprio come Alessia A. La stessa donna, mamma di due bimbi, che lo scorso 8 marzo avrebbe provocato una rissa nel ristorante la “Lanterna” a Villaricca. Quella femmina mai evoluta che pratica il taglio di capelli ritenendo che il possesso dello scalpo del nemico, sia la giusta vendetta per punirlo. Un trofeo di guerra che le antiche popolazioni nel 1700 sbandieravano al termine di un rituale magico. Pratiche remote, ancora oggi tristemente attuate.
Caivano, taglia i capelli con un coltello alla “nemica” social. Il video dello scalpo finisce sul web




















