L’ Organizzazione Mondiale della Sanità ha inserito nella lista per l’uso d’emergenza oltre a Pfizer/BioNTech, Johnson & Johnson, Moderna e due versioni della formulazione AstraZeneca/Oxford e il vaccino cinese Sinopharm anche CoronaVac della casa farmaceutica Sinovac Life Sciences Co. Ltd. con sede a Pechino. L’antidoto asiatico usa il virus Sars Cov2 inattivato; previene la malattia sintomatica nel 51% dei vaccinati, evitando il 100% dei casi gravi e ricoveri ospedalieri. Raccomandato dai 18 anni, da somministrare in due dosi non richiedete la catena dell’utra – freddo. L’OMS punta proprio sulla facilità di conservazione delle dosi, inserendolo in
Covax, il piano che prevede la distribuzione dei vaccini nei Paesi più poveri del Sud del mondo. Tra i soggetti immunizzati con CoronaVac negli studi clinici non erano presenti anziani, ma ci si affida ai buoni riscontri sulla protezione degli over 60 che arrivano dal Brasile, Cile, Indonesia e Turchia. Grazie ad accordi bilaterali con Pechino il SinoVac era già distribuito in Africa, America Latina e Asia con oltre 600milioni di fiale. Per dare il via libera al suo uso in tutto il mondo gli scienziati dell’OMS hanno visitato l’azienda farmaceutica del Sol Levante consigliando modifiche al sistema di produzione per rimanere nella lista dei farmaci approvati SinoVac dovrà garantire la pubblicazione di tutti i dati futuri su somministrazione e sorveglianza.

“Sono felice di annunciare che la preparazione Sinovac contro il coronavirus ha ricevuto l’Emergency Use Listing (Eul) dell’Oms dopo che è stata trovata sicura, efficace e di qualità garantita dopo due dosi del vaccino inattivato», ha dichiarato il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus nel corso di una conferenza stampa dell’organizzazione che si è tenuta martedì, aggiungendo che «inoltre, i facili requisiti di stoccaggio di CoronaVac lo rendono particolarmente adatto ai contesti in cui le risorse scarseggiano».




















