mercoledì, 20 Gennaio 2021

Sarno, “Negozio aperto senza clienti, stiamo fallendo. Situazione insostenibile”

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Il Covid 19 ha messo in ginocchio interi settori: dai ristoranti, ai bar, esercizi commerciali che pur restando aperti “boccheggiano”, sono ormai al limite della sopravvivenza. E’ il caso Aniello Squitieri titolare del negozio – Stilepesca.com- in Via Paolo Falciani a Sarno (Sa). Da quando è iniziata la pandemia tra ordinanze, divieti, regioni colorate come  simbolo di un’identità nazionale violata, non c’è nessun DPCM che impone la chiusura a queste attività legate al mondo della pesca. Il codice Ateco 47.64.10 paradossalmente non rientra nella classifica delle attività economiche adottata dall’Istituto nazionale di statistica italiano per le rilevazioni statistiche nazionali di carattere economico, questo significa che: catalogandola come vendita di articoli sportivi e per il tempo libero Squitieri deve tenere l’attività aperta, lavorare senza clienti e, cosa ancora più grave, senza ricevere i cosiddetti ristori. L’amarezza, la paura di non farcela è tutta nello sfogo di Aniello Squitieri:” La pesca sportiva, secondo l’ultimo  DPCM del 3 Novembre, nelle ‘Aree rosse’ è vietata, nelle ‘Aree arancioni’ è praticabile, se hai la fortuna di avere il mare, un lago o un fiume. Le limitazioni hanno completamente azzerato per due mesi e mezzo la vendita di articoli del settore, senza dimenticare gli altri mesi critici da inizio pandemia. E qui il paradosso… da una parte si vieta la pesca sportiva, dall’altra si tengono aperte le attività commerciali del settore specializzate in vendita di prodotti per la pesca sportiva . Al danno si aggiunge anche la beffa, con la nostra attività commerciale aperta ma senza clienti, in quanto l’attività della pesca sportiva è vietata. (ricordo inoltre che lo sport della pesca non crea alcun assembramento, e può essere praticato nel pieno rispetto delle regole e sicurezza) A questa situazione si aggiunge la completa mancanza di aiuti o contributi da parte dello Stato, non rientrando ed anzi peggio, escludendoci dai decreti ristori in aiuto alle attività. Non abbiamo soluzioni. Ma noi con quali incassi dovremmo sopravvivere? Dalla Regione aspettiamo risposte, siamo letteralmente schiacciati, stretti fra l’incudine e il martello. “Chiedo quindi di ammettere la pesca come attività sportiva e garantire alle attività commerciali che il governo ha lasciato aperte, ma che non hanno clienti e incassi, di essere inserite nel decreto Ristori, o quantomeno prevedere un risarcimento per danno subito a seguito del divieto alla pesca sportiva e dei mancati incassi di questo intero periodo”. Il grido d’aiuto di Squitieri è arrivato anche al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte tramite pec, al Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, al ministro Gualtieri, al ministro Casellati, al ministro Catalfo e al ministro Patuanelli, ad oggi purtroppo rimasto inascoltato.

N.M.

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