Gli manca il respiro. Su una barella da due giorni l’attesa e’ infinita. “La mia vita è appesa ad un filo. Rischio di morire per i colpi della burocrazia, aiutatemi”. Arriva in ospedale al San Leonardo sabato e viene portato in isolamento nell’ala destinata ai sospetti di Covid. “Sono a Castellammare con l’ossigeno” comincia a raccontare in un post su Facebook pubblicato ieri sera. Li’ da due giorni, aspetta l’esito di un tampone che non arriva. “Questa è la mia battaglia, ma fidatevi qui dentro ci vorrebbe la guerra”. È l’appello denuncia che, nella giornata di ieri, rimbalza sui social. Lo stabiese, 36 anni sposato con figli, è preoccupato. Senza l’esito del tampone la sua diagnosi è sospesa. Se positivo dovrà essere trasferito in un Covid center, altrimenti resterà in un reparto del San Leonardo. “Devo fare una eco e una Tac, ma è tutto fermo” spiega. Il suo tampone è stato fatto sabato scorso alle 15. Poi nessuna risposta. Troppi i casi sospetti in Campania nelle ultime settimane e i tempi tornano ad allungarsi. Per chi e’ a casa, con un parente positivo ci vogliono anche quattro o cinque giorni in isolamento prima che scatti il controllo e altrettanti per avere una risposta. Secondo quanto racconta il paziente stabiese in ospedale la situazione non è migliore. “Tutto questo è impossibile, la mia vita è appesa ad un filo perché devo attendere l’esito del tampone da Nola. Chiunque possa aiutarmi lo faccia” è la richiesta che accompagna con una sua foto sulla barella. Una richiesta di aiuto, che si aggiunge ad altre, con l’aumento di contagi e ricoveri in una Campania che si ritrova nel pieno di una epidemia dopo il rientro dalle vacanze di tante persone tornate a casa con il Covid.fonte il corrierino