All’indomani dell’ordinanza regionale n.37 del 22 aprile 2020 che disciplina le aperture dal 27 aprile prossimo di esercizi di ristorazione, cartolerie, librerie, molti esercenti hanno deciso in Campania di non aprire le attività. Il delivery ( la consegna a domicilio), gli orari ridotti, le norme da applicare dettate dall’ordinanza non trovano consenso. Bar, pasticcerie, pizzerie, ristoranti lunedì, nonostante il via libera della Regione con prescrizioni igienico sanitarie dettagliate, limitate alle sole consegne a domicilio con prenotazione telefonica o online, non riapriranno. Non dovrebbe essere poi così difficile da capire con negozi ,uffici , scuole chiuse, i bar ad esempio dalle ore 7 alle 14.00 a chi mai potranno consegnare il caffè? A queste problematiche si aggiunge l’aggravio delle spese, a 60 giorni dalla chiusura i tanto sbandierati sostegni economici non sono ancora arrivati. Ieri a Napoli nel corso di un incontro con le categorie del settore si è discusso molto sulle criticità relative alla recente ordinanza “Le categorie sollecitano un sano confronto – dichiara l’Assessore al Commercio, ai Mercati e alle Attività Produttive, Rosaria Galiero – che dirima alcuni aspetti dell’ordinanza: Superare la differenziazione degli orari di apertura tra le tipologie di attività.
Consentire l’esercizio dell’attività nell’intero arco della giornata al fine di rendere sostenibili i costi

Prevedere tutte le misure di igiene e sicurezza sanitaria alla stregua di quelle già operate per le attività che hanno svolto fino ad oggi l’esercizio e che non hanno chiuso senza ulteriori aggravi di costi”.
Ribadiamo ancora una volta l’esigenza di un confronto più volte richiesto con la Regione Campania su questi temi, soprattutto un ascolto che parta dalle proposte sollecitate dalle Associazioni di categoria del commercio.
“Abbiamo ancora la possibilità di recuperare – continua Rosaria Galiero – le criticità evidenziate privilegiando l’ascolto diretto di chi vive il territorio per consentire, nel rispetto delle norme di sicurezza igienico-sanitaria, che le attività possano ripartire”.“



















