In questi giorni di pandemia mondiale ogni essere umano vive una fase di stand-by, uno stop temporaneo, una reclusione forzata non perchè condannato chissà per quale reato commesso ma per tutelare la sua salute e quella degli altri, per cercare nel piccolo di emarginare il coronavirus. Un mantra diventato “una preghiera” è ripetere all’infinito – Restiamo a casa -, ma per chi ha fatto della strada la sua casa come vive questi giorni? A Castellammare di Stabia antistante un noto bar in via Giuseppe Mazzini bivacca Andrea , uno dei 50mila senzatetto che si trovano in Italia. Nei giorni in cui il mondo si è chiuso a riccio cercando di difendersi dal nemico invisibile, Andrea vive i giorni in una situazione di precarietà abitativa, sul viso i segni della deprivazione del sonno, della solitudine. L’ospitalità di un amico, un pasto caldo, il letto, appuntamenti svaniti. Succede anche questo, durante l’emergenza coronavirus, nel centro cittadino delle delegazioni stabiesi dove, nonostante i divieti sempre più stringenti, si popola di anziani, casalinghe, chi con la mascherina e chi senza, in una routine quotidiana che continua tutto sommato tranquilla. E poi c’è lui, quello che da un anno e mezzo vive per strada, unica fonte di sostentamento il Reddito di cittadinanza, con il quale non può permettersi di pagare l’affitto di una casa. Affitti alle stelle, poche case popolari, e così molte persone sono costrette a salti mortali per averlo. Andrea è un “inquilino” della città, pulito, ordinato, dignitoso, ha diritto a un tetto sopra la testa….
C.mare di Stabia, Andrea “l’invisibile” senza casa ai tempi del coronavirus




















