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Sebbene quella del coworking sia una realtà piuttosto nuova in Italia, si sta comunque facendo strada molto velocemente, tanto da aver preso piede in tutte le città più grandi; ma di cosa si tratta realmente? Uno spazio di coworking è come un grande ufficio, spesso caratterizzato da ambienti luminosi e aperti, ai quali si affiancano stanze più private, per chi ne avesse bisogno. Sono dotati di postazioni lavorative composte da una scrivania con prese e luce; dei veri e propri uffici riuniti in un’unica struttura, una sorta di evoluzione delle aule studio universitarie. I vantaggi del lavorare in un coworking sono molteplici, ma ai primi posti troviamo sicuramente l’abbattimento dei costi di un ufficio standard e la possibilità di fare networking con altri professionisti.

Le materie prime

Se hai deciso di impegnarti nella creazione di uno spazio di coworking tutto tuo è necessario partire da quelle che saranno le materie prime indispensabili che dovrai mettere a disposizione dei lavoratori. Al primo posto c’è sicuramente la connessione internet business, di cui sono ormai presenti sul mercato diverse offerte, come quelle di Linkem. La maggior parte dei clienti, infatti, saranno freelancer che lavorano online da remoto.A questo si aggiungono le vere e proprie postazioni, con scrivania, cassettiera, luci, stampante, prese per la corrente e cancelleria. Alcuni coworking mettono a disposizione un’aula più ampia e insonorizzata, con un grande tavolo centrale, perfetta per riunioni e meeting, oppure luoghi più privati e insonorizzati, per chi necessita registrare video o podcast.

L’investimento iniziale

L’investimento, come si può immaginare, è molto variabile e dipende da molteplici fattori, tra cui l’ampiezza stessa del coworking. Di solito si parte da un minimo di 750 euro più Iva a un massimo di 6 mila euro più Iva all’anno, se ci si affida a reti di coworking in franchise già esistenti. Se invece preferite rimanere indipendenti e fare tutto da soli bisognerà considerare anche l’affitto o l’acquisto dello spazio, le spese per gli impianti, gli arredi e le utenze, per cui bisogna investire approssimativamente 25/30 mila euro. Una cifra sicuramente non indifferente, ma che può essere ammortizzata se condividete il progetto con qualcun altro e pensate di dividerne i costi.

Le scartoffie burocratiche

Ebbene sì, quando si mette in piedi un’attività le scartoffie burocratiche sono all’ordine del giorno. Innanzitutto è necessario un contratto di affitto, o, nel caso di acquisto, un atto di compravendita che specifichi la destinazione dello spazio ad uso ufficio. Subito dopo è necessario aprire una partita Iva , iscriversi al Registro delle Imprese e naturalmente presentare la Segnalazione di Inizio Attività (SCIA) al proprio Comune. Non si tratta di una procedura particolarmente complicata, ma è meglio sempre affidarsi a un esperto in questo caso, consegnandogli, anche solo in parte, la gestione di tutti gli aspetti più tecnici dell’iter burocratico.

La scelta dello spazio

La scelta del locale è determinante, non è necessario iniziare subito in grande, ma è bene partire dal presupposto che il coworking deve semplificare la vita e, soprattutto, deve essere facilmente raggiungibile da tutti. Meglio quindi una zona piuttosto centrale e ben collegata con i mezzi, altrimenti sarà molto difficile che un freelancer scelga noi piuttosto che casa propria. Più lo spazio sarà grande più postazioni saranno presenti, di conseguenza avrai la possibilità di avere più clienti che usufruiscono degli spazi. A fare la differenza, però, sarà l’arredamento, da preferire in stile svedese e minimal, molto curato, che non distragga troppo ma che rimanga accogliente e con personalità.

 

Ecco quindi tutti i consigli principale per aprire uno spazio di coworking!