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I dati della disoccupazione in Campania sono impietosi. Secondo l’ufficio statistico europeo (Eurostat) la regione si colloca tra le ultime in Europa, insieme a Sicilia e Calabria, con un tasso del 53,6%; il 50% della popolazione è a rischio povertà. Un tasso di lunga durata, che ammonta al 67,3% rispetto al 43,2% di media continentale. Una crisi iniziata nel 2008 che stenta ancora a trovare una quadra. Le vertenze in corso sul tutto il territorio sono 400, 80 procedure di licenziamenti collettivi avviate da gennaio 2019. Un bollettino di guerra in continuo aggiornamento. Ultimo in ordine di tempo, diventato un caso nazionale, la chiusura annunciata, a partire dal prossimo 1 Novembre, della Whirlpool di via Argine a Napoli; 420 operai lasciati a casa, ai quali vanno aggiunti circa 1000 lavoratori dell’indotto dell’Avellinese e del Casertano. Poi ci sono quelle che non fanno notizia: poli industriali come Fosso Imperatore a Nocera Inferiore nel salernitano, piccole realtà imprenditoriali, attività commerciali, storie di vita quotidiana di persone che annaspano tra mille difficoltà per sopravvivere a una amara realtà. Il governo 5 Stelle ha introdotto, per contrastare la povertà, il reddito di cittadinanza. Un sussidio, ai quali i senzatetto oltretutto non possono accedere, perchè non avendo residenza, sono considerati fantasmi nella società, erogato in cambio della ricerca di un lavoro, corsi di formazione da fare nel paese di residenza. A guidare le “anime” alla ricerca di una nuova occupazione, un moderno Caronte meglio conosciuto come Navigator. L’anglicismo, usato al posto del più semplice e significativo termine tutor, indica una figura professionale, inesistente altrove, che si limiterà a supportare, dare assistenza e collaborare con gli operatori dei Centri per l’impiego e a facilitare l’incontro tra i beneficiari del RdC, i datori di lavoro e i servizi per il lavoro. In questo scenario dantesco si collocherebbe l’annuncio del governatore Vincenzo De Luca: l’assunzione da parte di Anpal di circa 471 “navigatori” campani, di cui 24 in Irpinia, per svolgere l’attività d’ intermediario tra i percettori di reddito di cittadinanza e l’offerta lavorativa, (a oggi praticamente assente), gli altri sarebbero collocati, molto probabilmente, negli uffici dell’Inps. Una vittoria politica, sindacale e ovviamente per i neo assunti. In una Regione con un tasso di disoccupazione tra i più alti del Sud Italia, il lavoro quasi una chimera, un calo demografico allarmante, giovani costretti a emigrare, dove la “corsa al posto fisso” la vince chi entra a far parte del familismo, Caronte dove trasborda le anime in cerca di un’occupazione se non esiste una sponda fluviale? Se non c’è domanda, la risposta come potrebbe essere esaustiva?…