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A Lampedusa la scultura dell’accoglienza voluta da O zii Aniello, il pizzaiolo del Papa

Lì dove le lacrime inondano il volto, gli occhi guardano speranzosi la terra, al molo “Favarola” a Lampedusa ad accogliere i migranti c’è anche “La porta aperta della divina misericordia, non una porta santa (aperta solo in occasione di un giubileo) ma una stele in marmo di Carrara raffigurante Cristo. Dopo aver ricevuto la benedizione a Roma di Papa Francesco, il simbolo d’accettazione verso le centinaia di persone che ogni giorno partono dalle coste africane, attraversano il mare su imbarcazioni di fortuna, fiduciosi di approdare vivi in qualche porto europeo e iniziare un nuovo percorso di vita, lasciandosi dietro povertà, guerra, regimi dittatoriali, è stata collocata sul porto dell’isola siciliana simbolo della grande migrazione. L’opera dell’artista pistoiese Mauro Vaccai è stata voluta

dall’imprenditore nel settore pizza Vincenzo Staiano detto “O zii Aniello”, titolare dell’omonima pizzeria a Lettere, conosciuto anche come “Il pizzaiolo di Papa Francesco»; nominativo attribuitogli in occasione delle pizze preparate per il Sommo Pontefice in diverse occasioni. Uomo umile, interessato alle problematiche sociali, vicino alle persone più deboli, per Staiano il monumento rappresenta un messaggio alla società civile, alla politica nazionale, sull’accoglienza. Chiudere i porti significa abbandonare la vita di donne, uomini, bambini in mare, significa cancellare il futuro…un futuro degno di essere vissuto da tutti gli uomini.

 

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