Domani per i fedeli di Castellammare di Stabia sarà il giorno della rivelazione: dopo 141 anni, in coincidenza del Venerdì Santo che cade il 25 Marzo “Festa dell’Incarnazione del Messia”,  nella Cattedrale di  Santa Maria Assunta e San Catello si potrebbe osservare la fioritura della “Spina Santa”ovvero un tralcio di pianta che la storia racconta sia stata intessuta la corona di spine con la quale fu incoronato Gesù Cristo il Salvatore per indurgli sofferenza. Custodita in una teca dell’800, la reliquia giunse nella città delle acque circa 5 anni fa quando fu donata alla Chiesa dalla famiglia Cannavale. Essa sarebbe fiorita o rinverdita o addirittura sanguinante nel 1932, ma non c’è certezza dell’evento, pertanto il parroco Don Antonino, una settimana fa, ha steso un verbale al quale ha allegato le foto che testimoniano lo stato attuale della Sacra Spina e l’eventuale cambiamento in caso di fioritura o di qualsiasi altro evento ne muti lo stato,  in coincidenza della Festa dell’Incarnazione del Messia. La leggenda della Spina Santa è strettamente collegata alla morte di Gesù. Prima di essere crocifisso i sodati, per umiliarlo raccolsero nel bosco rami di malaspina, pianta le cui spine oltre a essere taglienti sono anche velenose e con i tralci fecero una corano, che posarono sul capo di Gesù nel corso della Passione.  La malaspina quando vide il Signore ritrasse quanto poté le spine e distrusse il veleno, per infliggergli meno sofferenza. Al giungere della morte Cristo perdonò i suoi crocifissori benedisse anche questa pianta innocente che era velenosissima, e da quel giorno divenne, pur mantenendo i suoi aculei, priva di veleno, tanto che parte della pianta si può mangiare come gli asparagi. Da allora è detta Spina Santa. Oltre che a Castellammare di Stabia l’adorazione avviene in 30 chiese nel mondo che custodiscono reliquia simili e altrettante in Italia. A Padova ad esempio nella Chiesa della Basilica di Sant’Antonio sono custodite  ben tre spine.