Ricoverata in clinica privata, ha un malore e muore in ospedale. Un calvario iniziato giovedì scorso, per la 70enne di Castellammare di Stabia Rachele Di Martino. Ieri mattina si è tenuto l’esame autoptico della donna, deceduta giovedì presso l’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore, dopo un medio periodo di degenza alla clinica privata G.F. Montesano, casa di cura di riabilitazione a Roccapiemonte.
L’incarico è stato affidato al medico Carlo De Rosa, mentre il titolare delle indagini è il pm Ernesto Caggiano. La donna, originaria di Castellammare, aveva subito un grave incidente stradale, per cui si era reso necessario il ricovero presso l’ospedale di Castellammare di Stabia.

Fu ricoverata per rottura del femore, in seguito all’impatto con un’altra macchina. Dimessa, alla Di Martino sarebbe stata assegnata una degenza di 45 giorni da trascorrere presso la clinica Montesano a Roccapiemonte. La signora aveva quasi completato la terapia riabilitativa, quando la scorsa settimana, improvvisamente, le condizioni della donna si sono aggravate. Il malore ha richiesto l’immediato ricovero presso l’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore.
Qui è deceduta. Solo due giorni dopo, è partita la denuncia da parte dei familiari. Il pm ha disposto il sequestro della salma. Sono sedici le persone indagate tra l’ospedale di Castellammare e la Montesano di Roccapiemonte.
Solo dopo i primi dati raccolti durante l’autopsia, le indagini potranno concentrarsi intorno ad un più ristretto numero di persone coinvolte nella vicenda. Si procede per omicidio colposo.
Se così fosse, sarebbe l’ennesimo caso di malasanità a danno di un paziente. Tuttavia, dall’esame autoptico non sarebbero emersi elementi tali da consentire al medico legale una diagnosi certa, anche in ordine alla causa della morte. Fondamentale sarà lo studio della cartella clinica dell’ospedale di Castellammare, di quella della Montesano a Roccapiemonte, oltre che del referto di Nocera Inferiore.
Sono stati, inoltre, effettuati prelievi di organi per accertamenti anatomo-patologici. Per adesso non sarebbero stati riscontrati focolai infettivi. La signora, tuttavia, come da documenti acclarati, sarebbe stata diabetica, sofferente di insufficienza renale cronica e cardiopatica.
Ora il medico legale dovrà stabilire se a provocare la morte siano state cause inerenti l’incidente primitivo, se invece si siano innestati fatti nuovi da correlarsi ad un’infezione, ad una responsabilità di natura operatoria o di gestione del recupero.
La famiglia, raccolta presso il nosocomio nocerino, non ha voluto rilasciare dichiarazioni, chiudendosi in un comprensibile silenzio.
Eppure nulla avrebbe lasciato intendere un epilogo così tragico. La donna, dai primi riscontri, sembrava seguire con serenità il recupero nella clinica rocchese dove era stata ricoverata, poi, a Nocera, il decesso.
di Davide Speranza






















