Bisogna risalire ai tempi antichi per arrivare alla scoperta delle sorgenti di acqua minerale conosciute oggi come Stabiane. Già in alcuni scritti che risalgono all’epoca Romana vengono citate le acque presenti nel territorio Stabiano, sia per la loro abbondante fluenza che per le loro proprietà salutari. Plinio il Vecchio, nella sua Naturalis Historia, parla di un’acqua che si trova in territorio Stabiano, chiamata Media perché la sorgente si trovava in una posizione intermedia rispetto alle altre adiacenti (Acidula, Acetosella, Rossa), particolarmente indicata per la cura della calcolosi. Bisogna però arrivare alla metà del XVIII secolo per vedere la questione delle acque affrontata in maniera scientifica; in quell’epoca si cercarono infatti le prime motivazioni razionali riguardo l’efficacia terapeutica delle acque che cominciarono ad essere analizzate, seppur grossolanamente, dal punto di vista quali-quantitativo della composizione. Nascono così le Sorgenti Stabiane.
Nel 1828, al fine di poter meglio utilizzare le nostre 28 sorgenti, il Re delle Due Sicilie Francesco I fece costruire un attrezzato stabilimento termale, cui fece seguito un ampliamento della struttura per offrire maggiori servizi alla nutrita utenza dell’epoca. Nel 1833 nascono le Antiche Terme Stabiane cui successivamente, nel 1964, segue la costruzione di un’ulteriore stabilimento sulla collina del Solaro, le Nuove Terme Stabiane. La natura, essendo stata prodiga nei confronti del nostro territorio, determinò uno sviluppo della città incentrato sul termalismo. Non a caso Castellammare di Stabia, con le sue ventotto differenti sorgenti, è stata sempre rinomata come città delle acque cui fece seguito, nel 1921, durante il XIII Congresso d’Idrologia Climatologia e Terapia Fisica, l’appellativo di metropoli delle acque, dei climi e del mare.

Quali sono le caratteristiche delle acque termali e quali i benefici per la salute?
I benefici delle nostre sorgenti termali sono molteplici, poiché delle 28 fonti ben diciotto erano presenti all’interno delle terme. Esse erano suddivise in tre tipologie: acque solforose, acquebicarbonato calciche e medio minerali. Stitichezza, obesità, diabete, ipertensione arteriosa, malattie del ricambio, infiammazioni croniche delle vie biliari, dispepsie ipocloridica con ipotonia ed atonia gastrica, dislipidemia, epatopatie, anemie primarie e secondarie, rachitismo, linfatismo, nevriti e nevralgie, astenie muscolari e ipertiroidismo sono solo alcune delle molteplici patologie nelle quali l’utilizzo dell’acqua delle sorgenti apporta dei benefici. La cura idropinica, che consisteva nel sorseggiare le acque, viene stabilita dal medico idrologo di volta in volta in base alla particolare patologia del soggetto.
