Settantuno. Sono tanti gli abusi accertati nella zona di Varano. Settantuno abusi, tra case e attività commerciali, che coprono la necropoli di Stabiae. Sotto la collina al confine tra Castellammare e Gragnano si nascondono le ville d’epoca romana. Ne sono certi gli studiosi e la Soprintendenza. C’è un tesoro sconosciuto e d’inestimabile valore da riportare alla luce. Domus, affreschi, colonne, mura, occultate da case e attività commerciali abusive, sorte negli anni senza nessuno straccio di permesso. Una sorta di tappo di cemento che sotto nasconderebbe una ricchezza di storia, forse senza paragoni. Perché nella vecchia Stabiae, secondo gli esperti, in epoca romana soggiornavano i “ricchi” che giungevano in città per la villeggiatura, alloggiando in ville costruite ed arredate con materiali pregiatissimi

E’ proprio per questo motivo che il Ministero, pochi giorni fa, s’è opposto alla possibilità di siglare un protocollo d’intesa con i residenti della zona per le verifiche da svolgere nel sottosuolo. Una sorta di sanatoria, nel caso in cui non fossero stati accertati rinvenimenti sotto una certa soglia.
La Soprintendenza intende aspettare l’esito delle tantissime denunce e dei ricorsi tuttora pendenti davanti alla magistratura. Una partita persa in partenza quella dei residenti della zona, considerando che per la legge quella di Varano è un’area dove vigevano vincoli archeologici e paesaggistici. Nemmeno i comitati anti-ruspe, ai quali si sono rivolti decine di persone per cercare d’inserire le proprie istanze tra quelle di migliaia di abusivi tra Castellammare e i Monti Lattari, hanno dato molte speranze.
“Per voi c’è poco da fare, godetevi la vostra casa fin quando non arriveranno le ruspe” – è stata la risposta di chi si sta facendo promotore della lotta anti-abbattimenti in Campania. Case, ristoranti e alberghi andranno giù e la clessidra sta già cominciando a segnare il tempo che scorrerà in maniera inesorabile. Tra il 2015 e il 2020, infatti, sono previsti ingenti fondi messi a disposizione dall’Unione europea per il rilancio, la scoperta e il restauro delle zone arecheologiche. Castellammare, quindi, potrebbe avere una grossa occasione da sfruttare per scoprire cosa si cela sotto quei cumuli di cemento che da tantissimi anni coprono la sua storia.
Questo è un altro dei motivi per i quali la Soprintendenza non ha preso posizione sulla questione Varano, o meglio l’ha presa: “aspettiamo la magistratura”, che in termini di legge non potrà far altro che decretare il radere al suolo delle case e delle attività commerciali abusive.
Chi attende una svolta è anche il comitato “Scavi di Stabia” che da anni si batte per la questione: “Le verifiche non avrebbero avuto alcun senso – dice il presidente Antonio Ferrara – non si può stabilire se una casa deve andare giù solo in base al fatto che sia costruita su un muro antico o meno. Mettiamo che è venuta su un giardino di una villa romana cosa si fa? Si lascia dov’è, magari in mezzo alle domus? L’unica possibilità è quella di delimitare quella che dovrà essere l’area degli scavi e poi eventualmente avviare progetti di restauro e ricerche. A Varano c’è il vero tesoro sepolto di Castellammare, la vecchia Stabiae”.
TIZIANO VALLE
FONTE: www.metropolisweb.it
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