Castellammare di Stabia. Maggioranza in crisi, i dissidenti disertano il vertice e il sindaco Nicola Cuomo minaccia le dimissioni. È bagarre senza fine nel centrosinistra, ieri sera chiamato a rapporto dal primo cittadino a Palazzo Farnese per una prima verifica politica. La riunione avrebbe dovuto affrontare la delicata crisi amministrativa e il nuovo piano industriale delle Terme. Ma i risultati sono stati tutt’altro che positivi per il sindaco, che ha dovuto registrare le assenze dei tre consiglieri comunali dissidenti: si tratta di Michele Migliardi e Alessandro Zingone (dal Pd al Gruppo Misto) e di Eduardo Melisse (Società Civile per Stabiae).
A questi si è aggiunto Giuseppe Giovedì, in quota Sel, già da diversi mesi all’opposizione. Il pallottoliere di Cuomo si è così fermato a quota 12, a dispetto dei 15 consiglieri ufficialmente in maggioranza e dei 24 che compongono il parlamentino locale. Numeri ballerini che, con ogni probabilità, non consentirebbero all’esecutivo stabiese di approvare in Consiglio la nuova ipotesi di riequilibrio di Bilancio. Cosa accadrà dunque nei prossimi giorni? Due le ipotesi al momento: la prima, più realistica, è che Cuomo andrà alla conta in aula, nella speranza che i tre «malpancisti» rientrino nei ranghi.

La seconda invece, minacciata secondo indiscrezioni nel vertice di maggioranza di ieri, porta alle dimissioni del primo cittadino. A quel punto, il sindaco avrebbe poi 20 giorni di tempo per rimettere insieme una maggioranza. I prossimi giorni saranno comunque decisivi: entro il 18 ottobre, infatti, sarà convocato il Consiglio comunale con all’ordine del giorno la verifica politica chiesta dalle opposizioni. La resa dei conti dunque si avvicina sempre di più e resta da capire se i tre dissidenti ricuciranno lo strappo, si schiereranno apertamente contro la maggioranza o se sceglieranno la strada dell’Aventino, non presentandosi in aula. Ma quali sono i motivi che hanno portato al dissenso dei tre consiglieri comunali? Migliardi, Zingone e Melisse hanno chiesto più volte un “cambio di passo, mettendo da parte la litigiosità, i personalismi e gli inciuci che bloccano quest’amministrazione e soffocano lo sviluppo della città”. Nei giorni scorsi, anche il Centro Democratico ha chiesto le dimissioni di Cuomo, “al fine di superare questa fase di stallo
che la città di Castellammare non può permettersi”. Ma la crisi rischia di provocare uno scossone anche all’interno del Pd, partito che ha attualmente la golden share della maggioranza. Pochi giorni fa, infatti, c’erano stati gli abbandoni della segreteria cittadina da parte di Francesco Paolo Puzzella e Margherita Alfano, a confermare lo stato di confusione in cui versano i democrat stabiesi. Adesso però si attendono le prossime mosse di Cuomo, che dovranno chiarire il futuro dell’amministrazione comunale. Basterà una verifica politica a risolvere le incomprensioni interne al centrosinistra? Oppure le crepe mostrate in questi giorni porteranno a una nuova crisi? Sono questi gli interrogativi che monopolizzano la vita politica stabiese. Tutto o niente. Il futuro, per Cuomo and company, si gioca su un sentiero sempre più stretto e tortuoso.
(Francesco Fusco – Il Mattino)



















