Castellammare di Stabia. Lo spaccio di droga «entra» nella roccaforte del clan camorristico dei D’Alessandro. Una intera famiglia, padre e due figli, è finita in manette ieri notte a seguito di un blitz dei carabinieri contro la vendita di marijuana avvenuto in via Miceli al rione Scanzano. Si tratta di un’operazione «inedita» per i militari, in quanto la cosca, pur gestendo direttamente il narcotraffico dell’area stabiese, ha sempre stretto alleanze per utilizzare piazze di spaccio distanti dal quartiere dove abitano boss e gregari. La vendita di droga al dettaglio, infatti, comporta un via vai costante di clienti e la presenza «ingombrante» delle forze dell’ordine. Ieri notte i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile (Norm) della compagnia di Castellammare, agli ordini del tenente Carlo Santarpia, hanno arrestato Francesco Marzullo di 54 anni e i figli Amedeo ed Ernesto Sabatino, rispettivamente di 26 e 23 anni. I primi due sono già noti alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio, mentre Ernesto Sabatino è incensurato: i tre sono accusati di detenzione di stupefacente a fini di spaccio. I militari, dopo che per mesi hanno tenuto sotto stretto controllo l’attività di spaccio del centro antico e prima ancora quella del quartiere Savorito, nelle scorse ore hanno monitorato attentamente il rione Scanzano notando che molte persone si recavano verso un edificio di via Miceli: dopo qualche ora di osservazione le autorità hanno fatto scattare il blitz. Nella successiva perquisizione dell’appartamento dei Marzullo, i carabinieri hanno rinvenuto 66 grammi di marijuana in confezioni, un bilancino di precisione e 3 piante di cannabis indica alte dai 75 ai 90 cm, nonché un involucro di cellophane contenente semi della pianta, e la somma di 390 euro in banconote di vario taglio e svariate bustine di plastica per il confezionamento dello stupefacente. Tutto il materiale è stato sequestrato, mentre i Marzullo si trovano ora agli arresti domiciliari in attesa del rito direttissimo. Secondo le forze dell’ordine la piazza di spaccio smantellata rappresenta un segnale di cambiamento a Scanzano: con gli storici capoclan in carcere e con il conseguente ricambio generazionale, i nuovi vertici della camorra potrebbero aver dato l’autorizzazione allo spaccio di droga. (Francesco Ferrigno – Il Mattino)




















