CASTELLAMMARE DI STABIA : LA VILLA SAN MARCO

La villa fu già scavata fra il 1749 ed il 1754. Il nucleo più antico risale all’età augustea, ma il complesso fu notevolmente ampliato in età claudia. I bolli sulle tegole potrebbero essere indizio che l’edificio fu in possesso di un certo Narcissus, schiavo affrancato (“liberto”) dell’imperatore Claudio (41-54 d.C.).

Il grandioso edificio era concepito come una villa di “otium”. L’atrio era dotato di impluvio e di un monumentale altare domestico (“larario”); attorno ad esso si disponevano gli ambienti di servizio.

La zona termale fu costruita in uno spazio triangolare di risulta disposto fra il ciglio della collina e la zona di ingresso; essa era munita di un piccolo atrio con una piccola piscina per le abluzioni di acqua fredda. la grande piscina (m 7 x 4,75) nel “caldarium” era riscaldata al centro con una caldaia di bronzo (“sistema a samovar”) della quale restano solo gli allettamenti sul fondo della vasca; la caldaia fu infatti sottratta da Lord Hamilton e caricata sulla nave “Colossus” che nel 1798 doveva trasportare a Londra parte della sua collezione ma che poi naufragò sulle coste inglesi.

La villa era dotata di un giardino ombreggiato da due filari di platani disposti a lato di una lunga piscina, chiusa verso la collina da un ninfeo decorato con stucchi raffiguranti Nettuno, Venere ed atleti.

Una serie di piccoli salotti (“dietae”) si apriva panoramicamente sul giardino. La prima stanza, decorata all’ultima moda, ovvero nel cosiddetto “IV stile pompeiano”, mostra sei splendide figure: un Perseo con le ali ai piedi che mostra la testa recisa di Medusa, Ifigenia come sacerdotessa che regge la statua arcaica di Atena (il “Palladio”) ed una fiaccola, un’offerente, una musa di spalle con la lira, una figura ignuda ed una donna che scopre una pisside. Nel soffitto è dipinta una Nike che reca nella mano la palma della vittoria. Nella stanza affianco è dipinto al centro della finta volta la storia di Europa rapita dal toro. Nell’ultima stanza, quella architettonicamente più sontuosa, si intravede una scena con un giovane disteso su un triclinio con accanto un etèra all’impiedi.

Un secondo grande peristilio a meridione era circondato da portici sorretti da colonne tortili, abbattute da terremoto del 1980. Il soffitto del portico era decorato con dipinti raffiguranti il “Planisferio delle Stagioni”, l’ “Apoteosi di Atena”, la musa “Melpomene”, “Ermes Psicopompo” e la “Quadriga del Sole con Fetonte” (oggi nell’Antiquarium Stabiano).

Dal caldario della villa provengono un dipinto con scena di lavori edilizi (oggi nell’Antiquarium), mentre dal frigidario – rinvenute poste su di un tavolo a zampe leonine di argento – due coppe di ossidiana con divinità egizie in pietre colorate e profili in oro (oggi al Museo Archeologico Nazionale di Napoli).

Fonte: http://www.comune.castellammare-di-stabia.napoli.it/

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