JUVE STABIA : IL PUNTO DI GIANFRANCO PICCIRILLO

Erano anni che non mi capitava di seguire un incontro dello Stabia lontano dal Menti, è successo oggi a causa dei miei nuovi turni al lavoro. Ho sperato che la mia assenza sugli spalti potesse rappresentare scaramanticamente un nuovo inizio di vittorie, per credere ancora al miracolo della salvezza, purtroppo mi sono sbagliato, ma ho sentito comunque forte, fortissima, la mancanza dello stadio stabiese, che ancora una volta ha dimostrato di essere almeno una categoria superiore alla squadra. Sono riuscito a rubacchiare lo stesso nell’orario della partita le emozioni contro la Ternana, grazie al mezzo di comunicazione più arcaico, che è poi quello che amo di più, la radio, disperandomi per i due gol subiti nei primi minuti del primo tempo, esaltandomi per una rimonta che si stava concretizzando grazie ai gol di Lanzaro e Doukara, prima di subire la doccia fredda finale del gol di Rispoli. Oggi mi sarebbe piaciuto essere in curva ad applaudire comunque uno Stabia, che se non altro è tornato a lottare, commettendo i soliti errori in difesa, anche con la papera iniziale di un Benassi finora irreprensibile, ma dimostrando di non voler perdere la faccia, tentando comunque di recuperare una partita, che dopo il raddoppio del bomber umbro Antenucci, sembrava ormai avviata ad essere solo un allenamento per gli avversari come contro il Palermo. Invece prima la superiorità numerica, poi i gol di Lanzaro e Doukara, i cambi temerari di Braglia che ha fatto entrare tre attaccanti di fila, Falco, Di Nardo e Montini, il tifo incessante e commovente della curva, che si ascoltava distintamente sulle frequenze di radio punto nuovo, hanno cambiato il volto della partita che, prima del gol finale di Rispoli della Ternana, poteva rappresentare la svolta per mettere un pò di gioia in questa stagione disgraziata. Invece, dallo stadio o davanti alla tv, in curva o dalla radiolina, non si riesce a mettere la parola fine a questa lunghissima serie di sconfitte, che rende tristi tutti noi tifosi. anche se l’amarezza maggiore, a mio avviso, non si prova a guardare la classifica, ma soprattutto nel prendere atto dei litigi furiosi tra i rappresentanti della vecchia società. Se proprio devono volare gli stracci, cerchiamo però di non rovinare completamente il giocattolo più bello che si trova sul territorio stabiese perché i tifosi, quelli veri, che soffrono per lo Stabia e pagano sempre il biglietto non meritano di esserne privati, per cui sarebbe bene che si smettesse di parlare del passato, cercando soprattutto di impegnarsi a garantire un futuro alla gloriosa società stabiese.

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