martedì, 17 Maggio 2022

IL PUNTO DI GIANFRANCO PICCIRILLO

Mercoledì 19 marzo 2014 è stato il giorno del 107° compleanno dello Stabia, che dopo l’ennesima amara sconfitta interna con la Ternana, si trova a fare i conti con la consapevolezza della retrocessione in lega pro, alla quale ormai si oppongono solo la certezza della matematica e i sogni di Lanzaro, che ha dichiarato di credere ancora nella salvezza. Dopo le polemiche tra ex giocatori e dirigenti dello Stabia che hanno portato pure alle dimissioni dalla vicepresidenza della società di Mirko Manniello, in città tra i tifosi si sono formati due partiti, quello di Di Somma e quello di Manniello, che si accusano vicendevolmente per la disastrosa stagione, mentre la curva contro la Ternana ancora una volta ha dimostrato di quanta passione sia capace, nonostante l’ultimissimo posto in classifica. Sabato pomeriggio lo Stabia affronta allo stadio Manuzzi una squadra forte e quadrata e pure molto ben diretta da Bisoli, il Cesena, che è pure una bestia nera delle vespe, non avendo mai vinto contro lo squadrone emiliano romagnolo. All’andata e la scorsa stagione al Manuzzi le sconfitte sono state nette e senza recriminazioni, mentre l’unico pari del Menti con il punteggio di 2-2 è stato sfortunato e determinato da errori arbitrali. Con la probabile conferma in porta di Benassi, nonostante la papera commessa con la Ternana, in difesa potrebbero giocare Contini, Lanzaro e Romeo, a centrocampo Suciu e Mezavilla con De Falco e gli esterni Liviero e Zampano e in attacco ancora Doukara, affiancato da Sowe e Falco. Il Cesena che spesso è considerato, almeno per i colori bianco e nero, la Juventus della serie B, è una società blasonata che in passato ha avuto anche una grande forza economica e che comunque, nonostante l’ultima sconfitta di Siena, continua a rimanere in una posizione di classifica medio alta, che garantirebbe la disputa degli spareggi play-off promozione. La squadra di Bisoli ha qualche calciatore in forse per infortunio come il difensore Renzetti, ma potrà contare sui vari Campagnolo, Camporese, Cascione, Galli, D’Alessandro, Marilungo, Succi, insomma calciatori importanti e di qualità in tutti i settori, specie in attacco. Per sperare di fare risultato contro il Cesena, se non altro per cercare di evitare l’ultimo posto, serve una grande prestazione dello Stabia, che non potrà permettersi le distrazioni in difesa viste con Palermo e Ternana e in attacco non si potranno sprecare quelle occasioni che eventualmente si riusciranno a sviluppare contro una difesa molto forte e organizzata. Comunque, anche se in classifica cambierebbe poco, riuscire a compiere l’impresa di battere una squadra come il Cesena sul suo campo rappresenterebbe il più bel regalo che la squadra potrebbe fare a se stessa e ai suoi encomiabili tifosi per festeggiare, seppure con qualche giorno di ritardo, il suo 107° compleanno, dimostrando a tutta l’Italia calcistica che il calcio stabiese, nato il 19 marzo 1907, è ancora vivo e vegeto e non solo grazie allo straordinario tifo, dimostrato anche nelle sconfitte dai sostenitori organizzati delle vespe.

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