Il narcotrafficante internazionale Raffaele Imperiale ha avviato un percorso di collaborazione con la Giustizia. Ieri, nel corso di una udienza davanti al Tribunale del Riesame (decima sezione, collegio B), al quale hanno fatto ricorso 10 dei 28 destinatari delle misure cautelari emesse nei confronti di presunti appartenenti all’organizzazione facente capo proprio a Imperiale, la Procura di Napoli (sostituti procuratori De Marco, Caputo e Giugliano) ha depositato sei verbali, quattro contenenti rivelazioni di Imperiale, uno quelle del suo socio Bruno Carbone e l’ultimo di Raffaele Mauriello, boss del clan Amato-Pagano di Secondigliano. Secondo quanto si è appreso al momento solo Imperiale si è “pentito”. Il 25 marzo la Direzione centrale anticrimine della Polizia di Stato ha comunicato alla Procura di Napoli che Raffaele Imperiale era rientrato in Italia nello stesso giorno con un volo di Stato della Presidenza del Consiglio dei Ministri proveniente da Dubai, Emirati Arabi Uniti.
Raffaele Imperiale alias ‘Lelluccio Ferrarella’, è considerato tra i più grandi narcotrafficanti al mondo, classe 1974, il boss di Castellammare di Stabia, ha acquisito notorietà quando due dipinti di Van Gogh, rubati nel 2002 ad Amsterdam dal museo Van Gogh, sono stati recuperati a Napoli nel 2016 all’interno di una sua vecchia villa, nascosti in una cavità muraria accanto alla cucina, nella città stabiese. Si riteneva che vivesse a Dubai ed è stato ricercato dalla Polizia italiana, in quanto accusato di traffico di cocaina su larga scala, ed è stato condannato a 8 anni e 4 mesi, per poi essere individuato ed arrestato il 4 agosto 2021 proprio nella captale degli Emirati Arabi Uniti. Imperiale, secondo le inchieste, sarebbe la regia di un fiume di droga che dalla Colombia arriva ai clan campani – cocaina che sul mercato frutterebbe milioni di euro. Il broker stabiese avrebbe infatti solidi legami con la mala vita sud americana per conto degli scissionisti di Secondigliano.



















