Sarno, le mani del clan negli appalti post frana. Confiscati beni al ras Serino

Camorra, estorsioni su ricostruzione Sarno dopo la frana: beni confiscati al clan Serino. Confiscate anche 4 società.

I Carabinieri del Ros di Salerno hanno eseguito un decreto di confisca di beni emesso dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Salerno nei confronti di Aniello Serino, ritenuto uomo di vertice dell’omonimo clan egemone sul territorio di Sarno (Salerno), della moglie e dei suoi due figli.

Sono stati sottoposti a confisca 4 società, di cui tre dedite al commercio all’ingrosso di animali vivi e alla coltivazione di frutti oleosi, nonché una sala scommesse con internet point, 43 immobili e terreni tra cui fabbricati e box auto per un valore di circa 2 milioni di euro, 18 rapporti bancari direttamente o indirettamente riconducibili ai medesimi.

Sono stati sottoposti a confisca 4 società, di cui tre dedite al commercio all’ingrosso di animali vivi e alla coltivazione di frutti oleosi, nonché una sala scommesse con internet point, 43 immobili e terreni tra cui fabbricati e box auto per un valore di circa 2 milioni di euro, 18 rapporti bancari direttamente o indirettamente riconducibili ai medesimi.

Il provvedimento rappresenta lo sviluppo di un’indagine condotta dalla Sezione anticrimine dei Carabinieri di Salerno che aveva permesso di ipotizzare come Matteo Serino, figlio di Aniello, in un periodo di transizione derivante dallo stato di detenzione del proprio genitore, avesse assunto la direzione del clan capeggiato dal padre.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Salerno, l’organizzazione avrebbe incrementato la propria operatività criminale in concomitanza alla nota frana che il 5 maggio 1998 ha interessato la città di Sarno, ponendo in essere una capillare attività di estorsioni nei confronti delle imprese deputate allo svolgimento di opere pubbliche derivanti dall’attività di ricostruzione.

Il clan ha poi reinvestito i proventi illeciti in diverse attività imprenditoriali quali, ad esempio, il controllo e la distribuzione, su un’ampia porzione del territorio della provincia di Salerno, dei cosiddetti “videopoker”.

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