Lo scorso 25 giugno al Bikini Diving di Castellammare di Stabia ha presentato il suo libro “Scatti Sommersi”. Un viaggio nell’immensa bellezza delle profondità marine che David Salvatori ha immortalato in giro per il mondo. L’ennesima avventura per fotografo subacqueo gli è stata fatale. Il 52enne è morto sabato, sull’isola di Favignana, probabilmente a causa di un’embolia sopraggiunta durante l’immersione subacquea nelle acque dell’arcipelago siciliano delle Egadi. Secondo la ricostruzione l’incidente si è verificato a circa tre miglia dalla costa orientale dell’isola: David e due amici, insieme a una guida, si trovava a una profondità di quasi 40 metri, quando il sub avrebbe avvertito un malanno. Riportato in superfice, captando la gravità della situazione sono stati allertati i soccorsi. In porto, i paramedici del 118 hanno tentato di rianimalo purtroppo senza successo. Hanno dovuto far ricorso alla camera iperbarica i due amici del fotografo. Il corpo esanime del 52enne è stato trasferito presso l’obitorio di Trapani mentre la Procura ha deciso di aprire un’inchiesta per determinare con esattezza le cause del decesso. Project manager dell’azienda Cisco Systems, David Salvatori era di Latina, la sua passione per la fotografia, lo ha portato in giro per il mondo. Viaggi bellissimi, per vivere e documentare i fondali marini, con particolare attenzione al tema della conservazione delle specie più a rischio. Una passione che gli ha portato negli anni una notorietà anche a livello internazionale e il riconoscimento di tanti premi. “Il mio incontro con l’acqua, avvenuto circa 15 anni fa, è stato folgorante, e segna una linea di demarcazione fra la mia prima e la mia seconda vita. Oggi riesco a sentirmi pienamente me stesso solo quando sono sott’acqua. La fotografia subacquea mi permette di esplicitare e testimoniare questo nuovo equilibrio”, scriveva David presentando il suo libro Scatti Sommersi.
Muore durante immersione David Salvatori. Il fotosub a Castellammare di Stabia aveva presentato il suo libro “Scatti Sommersi”



















