venerdì, 19 Agosto 2022

Costa Concordia – 10 anni dall’inchino della morte

Il 13 Gennaio del 2012, una crociera da sogno per quasi 5000 passeggeri, si trasforma in una tragedia. Alle 21:45, la nave Costa Concordia, partita da Civitavecchia alle 18:57, all’altezza del promontorio dell’Argentario abbandona la rotta per Savona e punta verso l’Isola del Giglio. Il suo comandante, Francesco Schettino, vuole fare “l’inchino” davanti alle case di Giglio Porto. Porta la nave più vicina possibile alla costa, in modo da salutare chi si trova sulla terraferma. Non era una consuetudine, ma in certe occasioni la si faceva. Quella notte, il comandante voleva omaggiare il maître di bordo Antonello Tievoli, di origini gigliesi. Una manovra spericolata che porta la nave a soli 160 metri dalla costa. Il comandante ordina “barra del timone tutta a dritta” (destra) per allontanarsi dagli scogli. Evidentemente si è reso conto di aver osato troppo. Alle 21:47 la Costa Concordia colpisce uno degli scogli affioranti de “Le Scole”. L’impatto provoca uno squarcio di 70 metri di lunghezza. Una falla enorme. Da questo momento una catena di errori si susseguono fino alle ore 22:51, quando Schiettino ordina il tanto atteso “abbandono nave”, diramato ufficialmente alle 22:54 dal comandante in seconda Roberto Bosio. Alle 23:04 la Costa Concordia è definitivamente ferma, incagliata, sugli scogli di Punta Gabbianara, a soli 96 metri dalla riva. Un’ora dopo si piega su un lato. I passeggeri, disorientati, impauriti, tentano di salvarsi tuffandosi in mare, chi rimane terrorizzato a bordo, imbattendosi in domande senza risposta, assististi dal personale di bordo; asiatici addetti alle pulizie, mansioni varie, che spesso non parlano neanche inglese. Intanto la Capitaneria di Porto di Livorno contatta al cellulare il comandante. Lui riferisce di trovarsi a bordo di una lancia di salvataggio e di seguire i soccorsi dal mare. Alle 1:46 il capitano di fregata Gregorio De Falco telefona a Schettino , e gli ordina di ritornare a bordo a coordinare i soccorsi. La comunicazione termina con la celebre frase: “Salga a bordo, cazzo!”. Non lo farà. Il bilancio finale della tragedia della Costa Concordia sarà di 32 vittime e oltre 150 feriti. L’ultimo naufrago viene trovato dai soccorritori la mattina del 15 gennaio; è il commissario di bordo Manrico Giampedroni, ritrovato con una gamba fratturata, all’interno della cabina 8303. Schettino? Alle 2 circa, si trovava già in salvo a terra, ignorando l’art 303 c. nav. ” Il comandante deve abbandonare la nave per ultimo, provvedendo in quanto possibile a salvare le carte e i libri di bordo, e gli oggetti di valore affidati alla sua custodia.” Francesco Schettino era in Costa Crociere dal 2002 e ricopriva il ruolo di comandante dal 2006. L’ ex comandante, di Meta di Sorrento, 61 anni, da oltre 4 anni e mezzo è detenuto a Rebibbia a seguito della condanna a 16 anni per omicidio colposo plurimo, naufragio colposo, lesioni colpose plurime, abbandono nave, false comunicazioni. In carcere segue due corsi universitari e si dedica allo sport. Invece Gregorio De Falco ha lasciato la Marina per la politica. Nel 2018 è stato eletto nelle file del Movimento Cinque Stelle, dalle quali poi è uscito. Attualmente è un senatore della Repubblica Italiana. E’ poi c’era lei la moldava Domnica Cermortan, all’epoca hostess di bordo. Quella tragica sera si trovava sul ponte di comando per assistere all’“inchino” e sapete perchè? Perchè era l’amante di Francesco…Francesco Schettino. Ma questa è un’altra storia…

ALTRE NEWS

ULTIME NOTIZIE